Sessista e degradante per l'immagine della donna. Uno spot per una compagnia australiana di servizi internet è stato censurato in Gran Bretagna con queste motivazioni. La pubblicità ha per protagonista Pamela Anderson: realizzata tre anni fa per il mercato australiano aveva subito lo stesso destino. Tre anni dopo, e in un'altra nazione, lo spot di Pamela non piace ancora.
Visto quello che era accaduto nel 2010 viene da pensare che la società abbia provato a riciclare lo spot incriminato consapevole che in ogni caso ne sarebbe arrivata della pubblicità. Sia nel caso le authority inglesi fossero state più morbide di quelle australiane, sia invece, come poi è avvenuto, nel caso fossero intervenute a censurare, alzando così un nuovo polverone di polemiche.
L'Adevertising Standard Authority, che in Gran Bretagna si occupa di vigilare sui programmi tv, ha rilevato l'ironia del video e "la parodia delle classiche riunioni d'affari", sottolineando però che il momento del "sogno" trasmette l'idea delle colleghe donne come "oggetti sessuali di cui godere". Detto, fatto: il video è stato bannato. E intanto se ne parla...