Sembrava una storia da romanzo: un principe, una giovane modella straniera, viaggi di lusso, gioielli e promesse d’amore eterno. Invece è finita in tribunale, tra accuse di raggiro, milioni di euro scomparsi e una relazione trasformata in caso giudiziario. È la vicenda che ruota attorno al principe Giacomo Bonanno di Linguaglossa, aristocratico romano, e alla sua ex compagna, la modella bielorussa Tanya Yashenko. Ma non è un caso isolato. E' una storia che racconta bene come le favole sentimentali possano trasformarsi in vere e proprie trappole economiche.
Il lato oscuro delle “romance scam” - Il caso Linguaglossa non è isolato. Negli ultimi anni le cosiddette truffe sentimentali (o romance scam) sono diventate un fenomeno sempre più diffuso. A differenza delle truffe online tradizionali, queste sfruttano il coinvolgimento emotivo della vittima. Il meccanismo è spesso lo stesso: seduzione, costruzione di un legame affettivo intenso e improvviso, promesse di futuro condiviso. Poi arrivano le richieste di denaro, prestiti, regali o investimenti. Quando la vittima si rende conto di essere stata ingannata, il rapporto è già diventato un labirinto di dipendenza emotiva e perdita economica.
Un fenomeno sempre più diffuso - Le truffe sentimentali rappresentano oggi una delle forme di frode online in più rapida crescita. I dati della Polizia Postale mostrano chiaramente questa tendenza. Nel 2021 le organizzazioni criminali hanno sottratto alle vittime italiane circa 4,5 milioni di euro, con un incremento dei casi pari al 118% rispetto al 2020. Negli anni successivi il fenomeno non ha rallentato. Secondo il Rapporto Clusit 2024, nel solo primo semestre del 2024 la Polizia Postale ha indagato su 293 casi di truffa sentimentale, denunciando 101 persone all’autorità giudiziaria: un aumento del 46,5% rispetto allo stesso periodo del 2023. () Ma le cifre ufficiali raccontano solo una parte della storia. Molte vittime infatti non denunciano per vergogna o per la difficoltà ad ammettere di essere state ingannate. Secondo alcune stime, i casi denunciati rappresenterebbero solo la punta dell’iceberg rispetto alla reale diffusione del fenomeno.
Il profilo delle "prede" in Italia - Un’indagine realizzata da YouGov Italia mostra quanto il fenomeno sia diffuso anche tra chi non è arrivato alla fase della truffa economica.Un italiano su due dichiara di essere stato contattato online da qualcuno che cercava di instaurare una relazione sentimentale sospetta. Il 75% degli italiani ha sentito parlare di casi in cui qualcuno si fingeva una celebrità o una persona famosa per sedurre le vittime. Le donne risultano più consapevoli del fenomeno rispetto agli uomini (65% contro 47%). Questi dati indicano che il tentativo di truffa è molto più diffuso del numero di raggiri effettivamente riusciti. Le statistiche indicano alcune caratteristiche ricorrenti: spesso si tratta di persone sopra i 50 anni molte sono separate, divorziate o vedove spesso vivono momenti di solitudine o fragilità emotiva. Tuttavia negli ultimi anni il fenomeno si è esteso anche a persone più giovani, soprattutto grazie alla diffusione delle app di incontri e dei social network.
Dove avvengono le truffe - Le piattaforme digitali rappresentano il principale terreno di caccia dei truffatori. Secondo le ricerche citate negli studi sulla sicurezza informatica: 71% dei contatti fraudolenti avviene tramite social network 54% tramite app di incontri 37% su siti di dating tradizionali 27% attraverso email o messaggi diretti. Questo dato riflette un cambiamento sociale più ampio: sempre più relazioni nascono online, e proprio questa dimensione virtuale rende più facile costruire identità false.
Quando insospettirsi? - Le ricerche indicano alcuni elementi ricorrenti nelle storie di truffa sentimentale: richieste di denaro per emergenze improvvise (80% dei casi); storie drammatiche o tragiche per giustificare il bisogno di soldi (64%); rifiuto di fare videochiamate o incontrarsi dal vivo (63%). Si tratta di tecniche psicologiche precise: il truffatore crea rapidamente un forte legame emotivo e poi introduce una situazione di urgenza per spingere la vittima a inviare denaro senza verifiche.
"Tinder Swindler": il caso più famoso al mondo - Uno dei casi più clamorosi a livello internazionale è quello di Shimon Hayut, noto come "Simon Leviev", protagonista della vicenda raccontata nel documentario The Tinder Swindler. Tra il 2017 e il 2019 l’uomo si fingeva il figlio di un magnate dei diamanti, conducendo una vita apparentemente lussuosa fatta di jet privati, hotel di lusso e guardie del corpo. Attraverso l’app di incontri Tinder seduceva le vittime, conquistava la loro fiducia e poi sosteneva di essere in pericolo a causa di presunti “nemici”. A quel punto chiedeva prestiti urgenti che non avrebbe mai restituito. Il sistema funzionava come una catena: i soldi di una vittima servivano per impressionare la successiva. Il bottino complessivo è stato stimato in circa 7 milioni di euro sottratti a diverse donne europee.
Dal finto militare al falso attore - In Italia uno schema molto diffuso è quello del militare in missione all’estero. A Roma, ad esempio, diverse donne sono state raggirate da un falso ufficiale dell’esercito statunitense che si presentava con il nome di Larry Brooks. Il presunto colonnello raccontava di trovarsi in missione in Siria, vedovo e bisognoso di aiuto per uscire da una difficile situazione economica. Dopo settimane di messaggi affettuosi e promesse di incontrarsi, arrivavano le richieste di denaro. Tra il 2018 e il 2021 almeno 32 donne sarebbero cadute nella trappola, per un totale di circa 400 mila euro. Altri casi raccontati dalla cronaca italiana mostrano quanto queste truffe possano assumere forme diverse.In Trentino una donna si è innamorata online di un presunto marine americano impegnato in missione all’estero e ha perso circa 55 mila euro tra prestiti e bonifici. In Umbria una pensionata è stata raggirata da un uomo che si spacciava per un attore famoso sui social, convincendola a pagare denaro per premi inesistenti e spese di spedizione. Più di una donna è stata contattata da un finto Brad Pitt che le chiedeva soldi. A Venezia, durante il lockdown, una badante è stata manipolata da un presunto medico afgano in fuga dai talebani: il raggiro ha portato alla perdita di 127 mila euro. La donna è stata poi assolta perché a sua volta vittima dell’inganno. Solo per citarne alcuni.
Un crimine che sfrutta le emozioni - Gli esperti spiegano che queste truffe funzionano perché colpiscono bisogni profondi: solitudine, desiderio di compagnia, momenti di fragilità personale. Non a caso molte vittime sono persone sole o reduci da separazioni. La storia del principe Linguaglossa (come quelle del Tinder Swindler o del falso colonnello americano) dimostra quanto il confine tra amore e manipolazione possa diventare sottile. Il vero bersaglio è la fiducia emotiva. Per questo motivo il danno non è soltanto economico. Le vittime raccontano spesso sentimenti di umiliazione, perdita di fiducia e difficoltà a ricostruire relazioni autentiche dopo la scoperta dell’inganno.