
Crans-Montana, il buttafuori del Constellation: "Fuori dal locale nessun aiuto dalla polizia"
Predrag Jankovic ricorda la risposta davanti a una ragazza nuda e priva di sensi. "Non sono qui per questo", gli avrebbe detto

È una ricostruzione agghiacciante quella che emerge dal verbale di Predrag Jankovic, uno dei due buttafuori in servizio al discopub Le Constellation di Crans-Montana nella notte di Capodanno, in cui sono morti 41 ragazzi e 115 sono rimasti feriti. Dalle parole dell'uomo (che ha studiato da falegname), riportate da Il Messaggero, emerge come né lui né il collega - morto nel rogo - avessero ricevuto un'adeguata formazione come addetti alla sicurezza, ma c'è di più. Jankovic ha dichiarato di essere stato ignorato quando, fuori dal locale, avrebbe chiesto aiuto a un poliziotto per una ragazza nuda, priva di sensi e i cui vestiti si erano sciolti. "Non sono qui per questo", gli avrebbe risposto l'agente.
La formazione assente -
Pedrag Jankovic, si legge nel verbale, avrebbe prestato servizio al discopub senza aver ricevuto alcuna formazione come addetto alla sicurezza. "Non sono una guardia giurata", dice l'uomo che non sapeva nemmeno se nel locale fossero presenti estintori. Al buttafuori non sarebbe neanche stata fornita un'attrezzatura adeguata all'esercizio della professione. "Avevo solo una torcia. Non avevo nient'altro", ha detto. Come lui anche il collega - deceduto nell'incendio - avrebbe lavorato senza essere stato precedentemente formato e sprovvisto della strumentazione adeguata.
La trappola: l'unica uscita -
Il bodyguard ha dichiarato di aver assistito a una discussione tra Jean-Marc Gabrielli, definito dai coniugi Moretti loro "figlioccio", Cyane Panine, la cameriera morta nel rogo che involontariamente ha fatto divampare le fiamme avvicinando un bengala al soffitto infiammabile, e Jessica Moretti. "Parlavano delle porte, di avere un solo ingresso per impedire alle persone di entrare da altri punti. È successo proprio davanti a me", ha detto Jankovic che ha poi ammesso: "A un certo punto ricevetti l'ordine da Jean-Marc di smettere di controllare i documenti, perché dovevano entrare tutti".
Il fumo e le fiamme -
Nelle carte, Jankovic ripercorre l'incubo vissuto. "Ho ricevuto una scarica di fumo in faccia e sono caduto dalle scale. Volevo aprire un'altra porta per far uscire le persone che si accalcavano sulla veranda, ma non ci sono riuscito. Sono stato calpestato. Non riuscivo a muovermi. Guardavo la morte avvicinarsi. Quando il fuoco si è spento c'è stato silenzio assoluto per 3 o 4 secondi. Sono stato calpestato, avevo due ragazze sopra di me e le ho viste morire. Sono immagini che rimangono impresse, è difficile. Avevano gli occhi fuori dalle orbite, ho chiuso gli occhi, non avevo mai visto niente del genere", afferma.
L'aiuto negato dall'agente di polizia -
"Sono uscito perché erano tutti privi di sensi, o morti. Sono riuscito a uscire strisciando, dimenandomi, ero sotto una pila di persone". Poi lo scontro con le forze dell'ordine: "Un agente mi ha praticamente ordinato di andare al 1900 - il locale di fronte, ndr - Mi sono rifiutato, perché non volevo vedere cosa stava succedendo lì. È stato orribile. Mi ha preso i documenti". Ed è in questo momento che Jankovic avrebbe visto una giovane nuda e avrebbe chiesto a un poliziotto di aiutarla. "I suoi vestiti si erano sciolti, lei era priva di sensi", ricorda il bodyguard. "Ho indicato questa ragazza a un agente di polizia che mi ha detto di non essere lì per questo".
Il riciclaggio e le operazioni bancarie opache -
L'indagine sulla strage di Capodanno ha fatto emergere la modalità opaca di fare affari dei coniugi Moretti. "Risultano movimenti bancari che presentano caratteristiche insolite, in particolare il loro ripetuto utilizzo come conti di transito, rendendo difficile tracciare i flussi finanziari", si legge nei documenti dove è riportato anche che sono presenti "transazioni opache relative ad altri rapporti bancari".
Al quadro si aggiunge anche una "probabile frode assicurativa" riguardante gli incendi avvenuti in due locali di proprietà della coppia e a seguito dei quali i due avrebbero recuperato oltre 400mila euro. La polizia conclude: "L'esistenza di un presunto schema finanziario criminale, paragonabile a uno schema Ponzi, è particolarmente preoccupante, dato che l'impero dei Moretti in Svizzera si basa esclusivamente sulla concessione di prestiti ottenuti presumibilmente in modo improprio. Questo impero si è costantemente ampliato erogando prestiti a un involucro vuoto, crivellato di mutui, come nel caso del locale pubblico Le Constellation che, nel corso degli anni, ha acquisito altri bar e ristoranti nei quartieri di Crans-Montana e Lens, aumentando il proprio debito ipotecario presso gli istituti finanziari, proiettando al contempo un'immagine fittizia di successo commerciale, in particolare attraverso l'esposizione di auto di lusso in leasing a nome dell'azienda".