Venti chilometri a piedi trasportando, in una piccola scatola di cartone, il corpo del figlio morto pochi minuti dopo il parto. Siamo in India, più precisamente nel distretto di West Singhbhum nel Jharkhand (regione centro occidentale vicino al confine con il Bangladesh) e il protagonista di questa triste vicenda è Ramkrishna Hembram, il papà del neonato. Secondo quanto denunciato dalla famiglia e riportato anche dai quotidiani nazionali indiani, l'ospedale pubblico di Chackradharpur prima avrebbe ricoverato nella giornata di giovedì la moglie incinta, poi sabato 7 marzo ci sarebbe stato il parto, ma il bambino è deceduto poco dopo. "I medici non si sono presi cura adeguata durante e dopo il parto" dice il padre. "Dopo la sua morte, abbiamo chiesto un'ambulanza o qualsiasi altro veicolo all'ospedale per riportare il corpo nel nostro villaggio, ma hanno rifiutato. Poi ho messo il mio bambino in una scatola di cartone avanzata e sono partito" ha continuato Hambram.
L'ospedale nega ogni accusa -
"Né il padre del neonato defunto né nessuno della sua famiglia ha richiesto a me o a qualsiasi autorizzazione dell'ospedale un'ambulanza. Se lo avessero fatto, ne avremmo sicuramente organizzata una per loro" dice il medico responsabile dell'ospedale sub-divisionale di Chakradharpur, il dottor Anshuman Sharma. E mentre l'ospedale nega ogni accusa, l'autorità distrettuale sta già conducendo un'indagine sulla questione: "Presto verranno prese misure appropriate" fanno sapere.