politica

Rai, premier: "Casini ha ragione"

Martedì incontro tra i due presidenti

"Riguardo alla questione delle nomine del Cda Rai decideranno i presidenti di Camera e Senato". Sivio Berlusconi interviene sulla bufera scatenatasi dopo le dimissioni dei due consiglieri, cui rende omaggio: "Si sono comportati da veri gentiluomini". Il premier spiega poi come Casini e Pera abbiano ragione e come, all'interno del Cdl, esista una piena coesione. Intanto i presidenti delle Camere hanno fissato per martedì 4 marzo l'incontro sul caso Rai.

Dunque il summit tra Pera e Casini è fissato per martedì 4 marzo e sarà esaminata la questione della nomina dei vertici Rai dopo le dimissioni dei professori Antonio Baldassarre e Ettore Adalberto Albertoni. La comunicazione è arrivata direttamente dalle due Camere.

Ma è il presidente del Consiglio a tenere banco sulla bufera Rai. "Pier Ferdinando Casini ha ragione ad arrabbiarsi", Berlusconi ribadisce che la scelta sul Cda della Rai dipende solo dai presidenti delle Camere. Poi rende onore ai due consiglieri uscenti: "Baldassarre e Albertoni si sono comportati da veri gentiluomini". Quindi rilancia: "Ora avanti cin tutte le riforme".

"Casini aveva assolutamente ragione. Non si e' arrabbiato solo Casini ma anche Pera. Avevano assolutamente ragione. La legge da' a loro una responsabilita' precisa e nessuno puo' intimare ai presidenti di Camera e Senato di scegliere in un modo o nell'altro... Tant'e' che cosi' non e' stato". Con queste parole il premier ha, dunque, commentato le fughe di notizie sui nomi del nuovo Cda della Rai.

Poi ha voluto fugare ogni dubbio sui rapporti interni alla CdL: nella coalizione di maggioranza "c'e' piena sintonia" e non esiste alcun "asse preferenziale con la Lega", assicura il presidente del Consiglio, che vuole però anche precisare come "le percentuali" attribuiscano al partito di maggioranza relativa e al premier una funzione di "equilibrio". 

"Lo stato dei rapporti e' di assoluta coesione, fiducia di ogni leader e di ogni forza politica nell'altra" - afferma Berlusconi - non ci sono assi preferenziali con la Lega". "Io non e' che preferisco la Lega - ha aggiunto - perche' sono tutti i lunedi' a cena con Bossi. Sono disposto ad andare tutti i martedi' a cena con Fini e i mercoledi' a cena con Follini". Tuttavia, ha precisato il premier, "avendo il 60 per cento della coalizione sono al servizio degli altri".

"Con il nostro sistema elettorale - continua - i cittadini italiani danno a me il 30 per cento e agli altri quanto basta a raggiungere il 49,8 per cento. Questo impone che noi si collabori, e impone al partito di maggioranza di essere 'servo', in senso buono, cioe' al servizio degli altri partiti".  "E' chiaro - conclude Berlusconi - che qualche partito e' tentato di andare nella direzione che piu' fa parte della sua identita', ma e' anche chiaro e giusto che il presidente del Consiglio cerchi l'equilibrio per far si' che questo governo possa continuare nella stabilita' per tutta la legislatura".

"Mi meraviglio che si innalzino proteste verso l'atteggiamento di una maggioranza che, attraverso uomini che non vengono da Marte e che sono stati nominati da questa maggioranza (il presidente della Camera e quello del Senato), tendono a dare alla Rai una guida liberale". Berlusconi incalza cosi' chi ha voluto sollevare "un polverone": "I presidenti di Camera e Senato avevano ragione, la legge da' a loro una responsabilita' precisa e, quindi, e' chiaro che nessuno puo' intimare i presidenti di Camera e Senato di scegliere in un modo o nell'altro, questo non e' stato". 

Il premier non nega naturalmente che nel vertice della CdL si sia parlato dell'azienda di viale Mazzini: "Ci sono state fughe di nomi, di cui certamente si e' anche parlato, ma in una sede propria, perche' io stavo nella presidenza del partito di maggioranza che ha il 60% della coalizione e sottolineo che soltanto chi e' malizioso possa pensare che sia la casa del signor Berlusconi, e' una stanzetta di due metri per due... E io vivo li' perche' lavorando fino alle due e mezza di notte e cominciando a lavorare alle sette e un quarto del mattino trovo minor perdita di tempo ad attraversare un corridoio di due metri, invece, che attraversare una parte della citta' e poi andare in ufficio".

"Due gentiluomini"
Baldassarre e Albertoni "si sono comportati da veri gentiluomini, voglio esprimere parole di sostegno a questi due gentiluomini contro i quali sono piovute solo critiche in malafede. Contro di loro ci sono state solo critiche in malafede, critiche contro un legittimo sfogo umanamente comprensibile".

"Ma quale conflitto di interessi... l'opposizione vada a dire queste cose ad un nuovo resuscitato  'drive in'...". Questo infine il commento di Berlusconi alle critiche dell'opposione secondo cui l'atteggiamento del premier sulla vicenda Rai accentuerebbe la questione del conflitto d'interessi.