A VENEZIA DAL 2025

Chico Forti resta in carcere, la Cassazione: "Mancato ravvedimento e risarcimento"

Una precedente richiesta di libertà condizionale presentata dai legali di Forti era stata rigettata dal tribunale di Sorveglianza di Venezia nel settembre del 2025

© Ansa

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"Mancato ravvedimento interiore e mancato risarcimento ai familiari della vittima", per questi motivi la Cassazione non ha ritenuto Chico Forti idoneo a poter godere della libertà condizionale. L'uomo dovrà, quindi, restare nel carcere di Verona Montorio dove sta scontando la condanna inflittagli per l'omicidio dell'americano Dale Pike - per il quale si è sempre dichiarato innocente - avvenuto il 15 febbraio del 1998 a Miami, in Florida.

La decisione della Cassazione -

 I giudici della Corte di Cassazione non avrebbero rivisto in Forti il beneficio del lavoro diurno fuori dalle mura del penitenziario di Montorio, di cui l'uomo sta attualmente godendo sulla base dell'articolo 21 dell'ordinamento penitenziario. Inoltre, secondo gli ermellini, Chico Forti non avrebbe mai risarcito il fratello della vittima, Bradley Pike, pur disponendo di una somma di denaro che gli avrebbe consentito di farlo. A questo proposito è, però, opportuno segnalare che lo stesso Bradley avrebbe reso pubblica la convinzione dell'estraneità ai fatti dell'ex imprenditore trentino. 

Il precedente rigetto della richiesta di libertà condizionale -

 Una precedente richiesta di libertà condizionale, presentata dai legali dell'uomo, era già stata respinta dal tribunale di Sorveglianza di Venezia nel mese di settembre del 2025 con le stesse motivazioni. L'istituzione riteneva non fossero emersi "sentimenti di colpa o di autentico dispiacere per i familiari della vittima, né per i propri familiari", sottolineando il "mancato risarcimento del danno, anche solo parziale".

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