Il ghosting è un’esperienza purtroppo molto frequente quando una storia d’amore finisce male. Sembra che la sana litigata conclusiva, in cui chi vuole troncare comunica la sua decisione all’altro, sia diventata troppo difficile da sostenere: meglio sparire nel nulla, senza una parola conclusiva, lasciando l’altro sospeso nel vuoto. A volte la “fantasmizzazione” avviene già nei primi tempi della relazione, dopo uno o due appuntamenti soltanto: in questi casi non è un evento sconvolgente, ma tutt’al più un gesto molto scortese e poco elegante. È molto più grave se il ghosting avviene dopo mesi, se non anni, di relazione, quando l’investimento affettivo ed emotivo è diventato profondo. La “scomparsa” senza spiegazioni ferisce anche più di un rifiuto diretto perché lascia spazio a dubbi, a insicurezze e a domande che restano senza risposta.
CHE COS’È IL GHOSTING – La psicologia descrive il ghosting come una forma di evitamento emotivo in un contesto romantico. Chi lo pratica sceglie di scomparire nel nulla piuttosto che affrontare una conversazione chiarificatrice, ma scomoda, in cui esprimere direttamente il proprio disinteresse. La persona che lo subisce viene lasciata in uno stato di confusione e di sofferenza interiore: l’altro avrà magari intenzione di ricomparire? In che cosa avrò sbagliato? Ho la possibilità di rimediare? Tutte queste domande sono destinate a rimanere senza risposta e si trasformano in una tortura interiore che, dice uno studio scientifico, finisce per attivare le stesse aree del cervello associate al dolore fisico. Una precisazione però è d'obbligo: non sempre il fatto di allontanarsi senza lasciare traccia di sé è ghosting e come tale da condannare: è del tutto legittima la scelta di allontanarsi da una situazione e da una relazione se questa viene percepita come insicura per sé o minacciosa a livello emotivo o fisico, ad esempio nel caso di una relazione tossica. In questo caso, il fatto di sfuggire senza possibilmente lasciare traccia, è un gesto necessario di difesa e tutela personale. Detto questo, il ghosting in senso stretto è un fenomeno piuttosto diffuso. Secondo un sondaggio realizzato nella primavera del 2025 dalla piattaforma di psicologia online Unobravo, il 46% degli italiani dichiara di essere stato “ghostato”, a testimonianza di quanto questo tipo di allontanamento silenzioso sia ormai comune. La quota sale ulteriormente tra i soggetti attivi nelle frequentazioni, con il 60% dei single italiani che afferma di aver vissuto almeno un’esperienza di ghosting, con percentuali che si fanno ancora più alte tra i giovani tra i 18 e i 34 anni e tra gli utenti dei siti di dating. A far ricorso più spesso al ghosting sono gli uomini rispetto alle donne, anche se la pratica è comune in entrambi i generi: gli uomini che dichiarano di essere stati "ghostati" sono il 59% contro il 62" delle donne.
LE RAGIONI DI CHI RICORRE AL GHOSTING – Dato che il ghosting è un’esperienza così comune e dolorosa per chi la subisce, viene da chiedersi perché si continui a ricorrevi con tanta frequenza, considerando che, molto probabilmente, prima o poi si finirà per subirla. Il motivo più frequente è l’incapacità o la non volontà di affrontare un confronto scomodo, in cui dire chiaro e tondo all’altro che la storia è finita o “tu non mi piaci”. Un altro motivo è l’incapacità di gestire le proprie emozioni e quelle dell’altra persona davanti a un rifiuto. Un’altra possibile causa di ghosting è il poco coinvolgimento durante la relazione o il disinteresse verso di essa: in questo caso la relazione non è considerata abbastanza importante da meritare una chiusura formale: casi di questo genere sono particolarmente frequenti nel caso di storie al loro inizio, nate dal dating online, data la facilità di sostituire un partner con un altro e di chiudere un rapporto senza conseguenze immediate. In altri casi, alcuni scelgono di scomparire quando il rapporto diventa troppo serio o impegnativo, dimostrando insicurezze profonde e timore di mostrarsi vulnerabili. In sintesi, chi ricorre al ghosting dimostra di non volersi coinvolgere nelle relazioni e di non possedere gli strumenti per chiudere una storia in modo responsabile e maturo.
I SEGNALI A CUI PRESTARE ATTENZIONE – Il ghosting dice molto sulla personalità di chi lo compie. Ci sono anche segnali a cui prestare attenzione, specie nell’ambito di una relazione di una certa durata, che possono far presagire una imminente “ghostizzazione” del partner. Tra i segnali che devono mettere in allarme ci sono le conversazioni che perdono improvvisamente di slancio, con silenzi sempre più lunghi e un evidente calo di interesse e di curiosità. Se poi siamo sempre noi a dover scrivere, telefonare o metterci in contatto e le risposte tardano ad arrivare, mentre l'altro non prende mai, o quasi, l'iniziativa, potrebbe trattarsi di qualcosa di più di un periodo pieno di impegni. Un altro brutto segno è l'improvviso allungamento dei tempi di risposta, soprattutto se il silenzio si protrae per giornate intere. Un altro segnale di distacco emotivo è la difficoltà di condividere un piano o un progetto comune: se la persona continua a rimandare, trova scuse vaghe o evita ripetutamente di fissare un appuntamento, occorre far risuonare un campanello di allarme.
COME AFFRONTARE IL GHOSTING - La mancanza di comunicazione è la caratteristica più saliente del ghosting: per questo, cercare spiegazioni, come pure saremmo portati a fare, è una battaglia persa. Inutile combattere per avere un incontro chiarificatore, anche se l'altro (o l'altra) non ha fatto perdere del tutto le tracce di sé: cercare un confronto porterà solo a sentirci più umiliati o ignorati. Meglio impiegare le energie per riflettere su di sé e impegnarsi nel voltare pagina e superare il dispiacere. Dato che subire il ghosting è un duro attacco all’autostima, convinciamoci che il silenzio dell'altro (o altra) non è una misura del nostro valore, ma l'espressione dell'immaturità di chi ci ha abbandonato.