A KEY 2026 la transizione energetica si racconta sempre meno come obiettivo teorico e sempre più come una partita industriale fatta di tecnologie, cantieri, filiere e capacità di esecuzione. È il filo che unisce i contenuti emersi a Rimini nella seconda giornata della manifestazione: dall’innovazione premiata con il Premio "Lorenzo Cagnoni" fino ai confronti su rinnovabili, costruzioni, finanza, efficienza e cooperazione internazionale.
Premio Innovation: sette aziende e sette start-up -
Uno dei momenti simbolici è stata la consegna del Premio Innovation Lorenzo Cagnoni, dedicato alle soluzioni più avanzate per la transizione energetica. A essere premiate sono state sette aziende espositrici e sette start-up dell’Innovation District, una per ciascuno dei sette settori merceologici della fiera: solare, eolico, idrogeno, efficienza energetica, energy storage, e-mobility e Sustainable City.
Tra le aziende riconosciute figurano IGreen System, Meteodyn, Clivet, CRRC Zhuzhou Institute, Alperia Green Future, Dragone Energy ed ENEA. Sul fronte start-up, i premi sono andati a Taleta, Northernlight, I-Tes, CO2CO, AI-Cure, Powandgo ed Enercade. Un passaggio che conferma la direzione della fiera: accendere un faro non solo sui grandi player, ma anche sulle realtà più giovani e sulle tecnologie emergenti.
Costruzioni, rinnovabili e finanza: il nodo della competitività -
Un altro tema forte ha riguardato la filiera delle costruzioni, al centro della presentazione del "Rapporto sullo stato della sostenibilità energetica nella filiera delle costruzioni". Il dato da cui si parte è netto: l’ambiente costruito è responsabile di circa il 40% dei consumi energetici finali in Europa e di oltre il 35% delle emissioni di CO₂. In Italia, l’impatto della filiera può arrivare fino al 40% delle emissioni complessive nazionali. In questo quadro, la transizione del settore edilizio non viene letta solo come una necessità ambientale, ma come una scelta industriale che tocca competitività, sicurezza energetica e resilienza economica.
Sul fronte rinnovabili, il focus "EPC e Finanza: la nuova fase delle rinnovabili" ha riportato al centro un altro nodo molto concreto: non basta autorizzare, bisogna realizzare e finanziare. Nel 2025, secondo i dati citati nel convegno, il mercato italiano ha registrato progetti autorizzati pari a 9,5 GW nel fotovoltaico e 1,5 GW nell’eolico. La discussione si è concentrata su bancabilità, flessibilità creditizia, regole di mercato e difficoltà di costruzione, cioè sui fattori che decidono se un progetto resta sulla carta o diventa impianto.
Efficienza, cooperazione e nuove alleanze -
A KEY si è parlato anche di integrazione tra efficienza energetica e fonti rinnovabili, con la presentazione dello studio AGICI dedicato al ruolo dell’efficienza nel percorso di decarbonizzazione italiana. Il messaggio emerso è chiaro: la transizione può seguire una traiettoria lenta, che si limita a ridurre gradualmente le emissioni, oppure una trasformazione più profonda, che mette insieme efficienza e rinnovabili in modo strutturale.
Infine, il capitolo internazionale. L’evento curato da MASE, UNDP e UNEP ha acceso i riflettori sugli strumenti di cooperazione come Mission Innovation, 3DEN ed EPIC, indicati come leve per integrare le rinnovabili, sostenere la decarbonizzazione e promuovere soluzioni scalabili anche in sinergia con il Piano Mattei. Un segnale chiaro: la transizione energetica, oggi, si gioca sempre più su alleanze, tecnologie e capacità di trasformare il potenziale in progetti concreti.