lo dice uno studio

Smartphone e ragazzi, gli effetti sul sonno sono minori del previsto

Una ricerca australiana smentisce uno dei timori più diffusi, sostenendo che stare davanti agli schermi può ritardare l'addormentamento, ma non peggiora il sonno 

© istockphoto

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 I ragazzi e i bambini che passano molto tempo davanti agli schermi, come quelli degli smartphone o dei tablet, possono addormentarsi più tardi, ma non necessariamente hanno un sonno peggiore. Una ricerca coordinata dalla University of Queensland di Brisbane, in Australia, smentisce uno dei timori più diffusi sugli effetti delle tecnologie sulla salute dei minori: il loro impatto sul sonno.

"Le tendenze di lungo periodo indicano che, rispetto alle generazioni precedenti, i giovani stanno sperimentando una durata del sonno più breve e una qualità del sonno più scadente, insieme a una maggiore sonnolenza diurna", spiegano i ricercatori. "Queste tendenze negative hanno coinciso con la diffusa integrazione degli schermi digitali nella vita quotidiana". Tuttavia non è chiaro se e quanto i due fenomeni siano connessi.

La ricerca -

 Il nuovo studio ha analizzato congiuntamente 25 ricerche precedenti, prendendo in considerazione i dati di oltre 4.500 ragazzi e scoprendo che, nei giorni in cui vi era un maggiore utilizzo degli schermi, i minori si addormentavano più tardi. Tuttavia, il team non ha osservato alcun impatto sulla durata complessiva del sonno, sul tempo impiegato ad addormentarsi, sulla qualità del sonno o sulla sua frammentazione a causa di risvegli notturni. Per i ricercatori, lo studio segna una tappa importante nella comprensione dei rapporti tra sonno e schermi: i risultati, per esempio, smentiscono quelle ricerche che ipotizzavano che "l'uso degli schermi disturbi il sonno attraverso un aumento dell'attivazione cognitiva o fisiologica oppure tramite la soppressione della melatonina dovuta all'esposizione alla luce blu". La ricerca offre anche indicazioni pratiche: "linee guida rigide (ad esempio evitare completamente gli schermi prima di andare a letto) potrebbero risultare eccessivamente restrittive e poco efficaci", concludono.

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