i profili dei più ricchi al mondo

Gautam Adani, il miliardario (amico di Modi) che tiene in pugno l'India

Il magnate controlla porti e aeroporti del Paese, detiene un'importante fetta del settore energetico e, secondo i detrattori, conclude enormi affari con il governo di Delhi grazie alla sua vicinanza al premier

© Hindustan Times/Shutterstock via Ipa

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Il suo nome, ai più, non dirà molto. Ma Gautam Adani, imprenditore indiano di 63 anni, è uno degli uomini più ricchi al mondo, con un patrimonio stimato di 60,4 miliardi di dollari. Dopo aver fatto fortuna nel settore dei diamanti e della plastica, si è dato al commercio di materie prime, all'energia green, alle infrastrutture (porti e aeroporti) e all'Intelligenza artificiale. Dirige l'Adani Group, il terzo conglomerato più grande dell'India. Amico del premier Narendra Modi, la loro vicinanza ha sollevato accuse di clientelismo, visto che Adani ha ottenuto importanti contratti dal governo di Delhi.

La nascita, gli studi e i primi lavori -

 Adani nasce il 24 giugno 1962 ad Ahmedabad, nel Gujarat, lo Stato più occidentale dell'India, affacciato sul Mar Arabico. Settimo figlio (su otto) di un commerciante di tessuti, studia alla Sheth Chimanlal Nagindas Vidyalaya, la scuola della sua città.

La prima sliding door della vita di Adani arriva nel 1978, quando a soli 16 anni lascia la scuola per trasferirsi a Mumbai, dove comincia a lavorare come selezionatore di diamanti. Dopo qualche tempo fonda una società di intermediazione di diamanti. Nel 1981 Adani torna ad Ahmedabad: suo fratello, anche lui imprenditore, aveva appena acquisito un'azienda produttrice di plastica e cercava una persona fidata che potesse amministrarla. Ed è proprio qui che comincia l'ascesa del futuro magnate: inizia infatti a importare con successo polimeri primari per piccole industrie, ponendo piano piano le basi per la fondazione dell'Adani Group (1988), ancora oggi un attore chiave nell'economia indiana.

Adani, nel frattempo, si iscrive anche all'Università del Gujarat, optando per Economia e commercio. Ma dopo due anni decide di abbandonare per dedicarsi solo alla carriera lavorativa.

La scalata negli anni Novanta -

 Grazie alle politiche di liberalizzazione economica in India, nei primi anni Novanta Adani diversifica le sue attività, entrando nel commercio di metalli, tessuti, prodotti agricoli e investendo con forza nel settore energetico. Oggi Adani Group gestisce centrali termiche con una capacità di 4620 MW (megawatt), il che lo rende il più grande produttore privato di energia termica dell'India.

Nel 1994 il governo del Gujarat annuncia l'esternalizzazione gestionale del porto di Mundra, affidandolo ad Adani. Oggi è il più grande porto del settore privato in India, gestendo oltre 200 milioni di tonnellate di merci all'anno. Da qui passa, secondo i calcoli, l'11 per cento del commercio marittimo indiano. 

Adani "re delle infrastrutture" -

 Negli anni Duemila Adani rafforza la sua posizione nel settore dei trasporti, arrivando a gestire otto aeroporti chiave dell'India, tra cui quello di Mumbai. Il magnate viene dunque eletto "re delle infrastrutture indiane" e, non sazio, entra anche nel business del fotovoltaico fondando Adani Green, tra i leader mondiali del settore. L'azienda sta costruendo a Khavda, nel Gujarat, il più grande parco solare ed eolico del mondo (30 GW previsti).

Gli ultimi investimenti: media e Intelligenza artificiale -

 Adani è attivo anche nel settore dei media, detenendo il 64,71 per cento delle azioni di New Delhi Television (Ndtv), prima rete televisiva indipendente dell'India. La scalata alla media company con sede nella capitale ha portato alle dimissioni dei fondatori e ha alimentato molti dubbi sull'indipendenza editoriale in India, data la vicinanza di Adani con il premier Modi. 

Il magnate ha anche recentemente annunciato un piano da 100 miliardi di dollari per la realizzazione di una rete di data center AI-ready alimentati da energia rinnovabile. Il progetto mira a creare il più grande ecosistema di infrastrutture AI dell'India.

Le inchieste giudiziarie -

 Le attività di Adani Group sono finite al centro di indagini delle autorità (anche americane) che hanno ipotizzato reati come riciclaggio di denaro, furto di fondi dei contribuenti e corruzione. Un tribunale di New York ha incriminato il magnate e alcuni suoi dirigenti per aver orchestrato, secondo l'accusa, un giro di tangenti a funzionari indiani, promettendo oltre 250 milioni di dollari in cambio di condizioni favorevoli per contratti nel settore dell'energia solare. Adani ha seccamente smentito le accuse, definendole "infondate". Il procedimento è ancora in corso.

Nel gennaio 2023, la società di investimenti americana Hindenburg Research, nota per i suoi report su truffe e pratiche scorrette, ha pubblicamente accusato Adani di manipolazione finanziaria e frode. Una denuncia che ha creato enormi problemi al magnate, che in pochi giorni ha visto il dimezzamento del suo patrimonio (da 120 miliardi di dollari a 60) e la riduzione di oltre 100 miliardi della capitalizzazione di mercato delle sue società. Un anno dopo, la Corte Suprema indiana si è pronunciata a favore di Adani e le azioni del suo gruppo sono tornate a crescere. Ora, secondo Forbes, è il 29esimo uomo più ricco al mondo, con un patrimonio di 60,4 miliardi di dollari.

La vita privata -

 Sposato dal 1986 con Priti Adani, ex dentista e presidente del ramo filantropico del suo gruppo, Adani ha due figli. Per combattere la pandemia di coronavirus, ha donato un miliardo di rupie al Pm Cares Fund (il Fondo del Primo Ministro indiano per l'Assistenza ai Cittadini e il Soccorso in Situazioni di Emergenza). Amico del premier Modi e vicino al Bharatiya Janata Party (il Partito del Popolo Indiano, di cui Narendra è leader), il magnate è stato accusato di "sfruttare" questo rapporto per ottenere contratti dal governo.

Quella volta in cui rischiò di morire -

 Adani ha raccontato di aver "visto la morte a cinque metri di distanza". Il magnate è infatti rimasto coinvolto negli attentati di Mumbai della sera del 26 novembre 2008, che hanno provocato 195 vittime e oltre 300 feriti in tutta la città indiana.

Quella sera Adani aveva appena finito di cenare al lussuoso Taj Mahal Palace di Mumbai con Mohammed Sharaf, Ceo di Dubai Ports. Dopo aver saldato il conto, era sul punto di uscire dall'hotel quando, su invito di alcuni soci, ha deciso di fermarsi per prendersi un caffè. Poco dopo un gruppo di terroristi islamici ha fatto irruzione nella struttura sparando all'impazzata: Adani ha raccontato di aver visto il commando aprire il fuoco a una distanza di circa 15-20 piedi, più o meno cinque metri.

Durante l'attacco, lui e altri ospiti sono stati scortati dal personale dell'hotel prima nella cucina e poi nel seminterrato per mettersi in salvo. Dopo aver trascorso l'intera notte nascosto, è stato tratto in salvo dalle forze di sicurezza indiane in un blitz la mattina successiva. E poi, alla stampa, ha raccontato quella che per lui è stata "la notte più agghiacciante" della sua vita.

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