La Borsa di Milano chiude in deciso rialzo dopo aver passato gran parte della seduta ben sotto la parità. A trascinare il listino sono i buoni dati americani: gli ordini dei beni durevoli sono saliti del 3,3% a gennaio e le richieste di sussidi dei disoccupati sono diminuiti. Il Mibtel cresce dell'1,71% a 16.997 punti, il Mib30 del 2,08% a 23.365; il Numtel dello 0,69% a 1.175. Sul listino due soli segni rossi: Parmalat e Snam Rete Gas. Volano invece Fiat e Generali. Rimbalzano bancari i telefonici. Premiata la Roma con un rialzo dell'8,50% dopo la vittoria contro il Valencia.
Sembra che a ridare coraggio alle piazze finanziarie sia lo spiraglio che si è aperto nella crisi irachena. Blix aveva infatti chiesto a Baghdad di dare una risposta riguardo alla richiesta di distruzione dei missili. E adesso dall'Iraq è arrivata la comunicazione che questa risposta arriverà da qui a 48 ore. La speranza è quindi che Saddam si decida finalmente a distruggere il suo arsenale militare. E questo potrebbe essere un fattore che restituisce speranza alle Borse, tutte in rialzo sul finire della giornata.
L'inversione di tendenza ha spinto per un attimo vicino alla parità anche Parmalat, che è poi tornata sui valori negativi del pomeriggio, chiudendo con una perdita del 9,08% a 1,48 euro una seduta che ha visto passare di mano il 20% del capitale con volumi 30 volte la media su 30 giorni. Il titolo della società guidata da Callisto Tanzi, fortemente penalizzato in Borsa dai timori legati dall'annuncio di un bond settennale per 300-500 milioni di euro, aveva in precedenza recuperato dai minimi della mattinata (-19% a 1,32 euro) dopo la diffusione di una nota sullo stato delle finanze della società.
Torna invece alla guida del rally dopo due giorni di storno Generali (+4,76%), su cui non cessano secondo i dealer operazioni di rastrellamento di pacchetti anche consistenti di azioni in vista di un possibile riassetto per il controllo della compagnia. Segue da vicino la controllata Alleanza (+4,03%):
Vola oltre il 4% anche Fiat, alla vigilia dell'annunciato cambio ai vertici con la nomina alla presidenza di Umberto Agnelli, di Giuseppe Morchio ad amministratore delegato e di Alessandro Barberis alla vicepresidenza.
Rimbalzo violento di alcuni bancari, in particolare di Banca Intesa (+3,2%) che nel corso della seduta arriva a segnare un rialzo del 3,9% dopo essere arrivato a perdere il 6,4%. Resistono invece in terreno positivo Mediobanca (+1,99%) e Fineco (+3,4%) che sovraperformano lo stoxx dei bancari in rialzo dello 0,8%.
Nuova seduta in denaro anche per Mediaset (+2,35%) che fa meglio degli editoriali in Europa (+0,8%) mentre sul Midex i risultati fanno bene al titolo dell'Espresso, che chiude con volumi una volta e mezza la media su 30 giorni mettendo a segno un guadagno del 4,3%.