Chiesa gremita

Funerali di Domenico, a Nola anche il premier Meloni | Il vescovo: "Domenico diventato figlio di tutti noi"

Cattedrale gremita per l'ultimo saluto al bimbo morto al Monaldi dopo essere stato sottoposto a un trapianto di cuore con un organo danneggiato

Il premier Giorgia Meloni è arrivata alla Cattedrale di Nola per i funerali del piccolo Domenico Caliendo, il bimbo di 2 anni morto lo scorso 21 febbraio all'ospedale Monaldi di Napoli dove era stato sottoposto a trapianto di cuore con un organo danneggiato. Giunta in chiesa il premier ha salutato i genitori del bambino per poi prendere posto accanto alle autorità presenti.

Presenti in chiesa il presidente della Regione Campania Roberto Fico, il sindaco metropolitano di Napoli Gaetano Manfredi, i sindaci di Nola, Andrea Ruggiero e quello di Taurano, provincia di Avellino, Michele Buonfiglio, insieme al prefetto di Napoli Michele di Bari. La cerimonia funebre è presieduta dal vescovo di Nola, monsignor Francesco Marino.Sull'altare presente anche l'arcivescovo di Napoli, il cardinale Mimmo Battaglia, che è stato accanto alla famiglia di Domenico negli ultimi giorni ed ha impartito l'estrema unzione al bimbo.

"Domenico diventato figlio di tutti noi" -

 Il vescovo di Nola monsignor Francesco Marino, nella sua omelia ai funerali del piccolo Domenico ha detto: "In questa chiesa cattedrale, casa comune della diocesi, sentiamo realmente nostro il vostro immane dolore. Il vostro bambino Domenico, in queste lunghe e atroci settimane, è diventato un figlio di tutti noi. E se è vero che i figli so 'piezz 'e core', anche quello di ciascuno di noi, come quello vostro di mamma e papà, si è spezzato nel dolore di questa insensata tragedia".

"Caccia ai colpevoli non lenisce dolore" -

 "La caccia ai colpevoli, per un momento appaga, ma non può mai ripagare una perdita così grande - ha sottolineato il vescovo Marino. Una cosa è riconoscere giustamente le responsabilità penali, che chi di dovere dovrà esaminare e sanzionare, altra cosa è presumere che la giustizia dei tribunali o, ancor peggio, il giustizialismo privato lenisca il dolore che nessuno, se non Gesù, può consolare con il balsamo dello Spirito d'amore. I sentimenti umani che si agitano in questo momento, forse comprensibilmente, e non dobbiamo spaventarcene, sono di rabbia, di delusione, di atroce spasimo. Ci chiediamo perché, vorremmo dei responsabili con cui prendercela, vorremmo che chi ha sbagliato soffrisse come ha sofferto Domenico. Ma, proprio mentre ci assalgono questi desideri cattivi, ne sono certo, finiamo per sentirci ancora più male, più in colpa. Sì, fratelli e sorelle, perché ascoltando veramente la voce della nostra coscienza, sappiamo bene che la sofferenza non si cura mai con il risentimento, il male non si vince con altro male, il lutto non si può elaborare con il desiderio di vendetta", ha aggiunto il vescovo.

"Incoraggiamo donazione organi come gesto amore" -

 "Mi pare che Domenico ci parli ancora, continuando a incoraggiarci sul delicato tema della donazione degli organi - ha proseguito il vescovo nella sua omelia. La sua storia ci racconta la generosità di genitori che hanno donato un cuore e di altri che ne hanno sperato da tempo la compatibilità. Incoraggiamo la donazione degli organi come gesto di grande amore e generosità".

"Continuiamo a credere nella buona medicina, nella formazione scientifica ed etica e non permettiamo agli errori umani, che pur ci sono stati, di spezzare quell'alleanza fiduciaria tra medico e paziente che è un valore necessario e che, come sappiamo, si rivela occasione di salvezza per tantissimi ammalati nei nostri ospedali, i quali, ricordiamolo sempre, sono delle eccellenze sanitarie. Se tutti possiamo sbagliare, questa dolorosa vicenda deve insegnarci l'umiltà di non sentirci mai onnipotenti, anche quando siamo molto competenti", ha aggiunto il vescovo.

Magliette e striscioni dedicati -

 Alcuni dei presenti in chiesa indossano una maglia bianca con il volto del piccolo Domenico e la scritta "Il nostro guerriero". In piazza è stato esposto un lungo striscione con la scritta "Tutto questo non ha alcun senso, che nulla resti impunito. Il tuo ricordo in eterno mai sbiadito. Giustizia per Domenico".

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