
Oscar 2026, ritocchi e prove generali per la notte delle stelle: chi sono i favoriti?
Fervono i preparativi per la cerimonia di Los Angeles, blindata, per la crisi in Medioriente, e che può riservare sorprese in (quasi) tutte le categorie: ecco cosa aspettarsi

La notte delle stelle e delle statuette si avvicina e, mai come quest'anno, gli Oscar 2026 sembrano una partita a scacchi tutta da giocare. Intanto, a 24 ore dalla cerimonia, ultimi ritocchi e prove generali: a Los Angeles è tutto pronto per la 98esima edizione. Misure di sicurezza al top per la crisi in Medioriente, che entra a gamba tesa nella serata dei premi. Mentre, all'esterno, tre grandi Oscar, alti più del doppio di una persona, troneggiano dove il tappeto rosso svolta a destra e si immette nel centro commerciale che ospita il Dolby Theatre, il cinema che accoglierà per la venticinquesima volta la notte delle stelle degli Academy Awards. Mentre i pronostici si aggiornano e generano sempre più suspense, Conan O'Brien, alla sua seconda conduzione dopo l'edizione del 2025, schiarisce la voce.
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Gli ultimi preparativi della vigilia -
Mancano poche ore, infatti, all'evento più importante dell'anno per Hollywood. Decine di lavoratori si adoperano perché ogni dettaglio sia perfetto fino all'ultimo centimetro. E' il momento per ritocchi e prove tecniche lungo il percorso di circa trecento metri che le celebrità percorreranno sotto gli obiettivi di fotografi e telecamere a partire dalle 23 del 15 marzo, ora italiana.
Le imponenti statuette sono ora avvolte nel cellophane, mentre una elettricista, in cima a una scala meccanica, sistema un riflettore sulle loro teste dorate. Poco più in là un imbianchino ultrasessantenne, alla sua trentunesima cerimonia, ritocca con un pennellino quasi invisibile i pannelli di compensato davanti ai quali gli invitati poseranno per le foto. Un gruppo di operai con le cinture cariche di attrezzi copre con la moquette rossa un groviglio di cavi: bisogna evitare che qualcuno inciampi, ma anche che i fili finiscano sotto gli occhi delle telecamere.
Attorno alla grande tenda che lo sovrasta, coperta da drappeggi color ocra, curiosi e turisti sbirciano e scattano selfie. L'ingresso al teatro è presidiato da giornalisti che trasmettono in diretta in tutto il mondo. Si blocca il traffico su Hollywood Boulevard: domenica tutta la zona sarà interdetta a chiunque non abbia un pass al collo.
All'interno del teatro il nuovo palco freme. Il co-produttore esecutivo dello show, Rob Paine, assicura che il "circo" degli Oscar è pronto per le telecamere. "Gli Oscar sono i nonni di tutte le premiazioni - dice al Los Angeles Times. - Bisogna onorare la tradizione, celebrare il cinema e chi lo fa, ma anche continuare a evolvere per sorprendere il pubblico a casa".
L'Iran è "l'elefante nella stanza" -
Con due presenze iraniane "forti" sul red carpet ma anche un paio di assenze eccellenti le guerre in Medioriente dopo i raid di Usa e Israele in Iran sono l'elefante nella stanza agli Oscar: un grande evento che - come per gli incendi di Los Angeles l'anno scorso - rende evidente il contrasto tra la gravità della situazione internazionale e la natura celebrativa dei premi.
Ci saranno, sulla passerella, il regista dissidente Jafar Panahi di Un Semplice Incidente e i documentaristi di Scalfire la Roccia, Sara Khaki e Mohammadreza Eyni. Non però, per ragioni di visti e di blocco dei viaggi, Sara Shahverdi, la levatrice in motocicletta al centro del documentario, assente come l'attore palestinese Motaz Malhees, protagonista di La Voce di Hind Rajab, in corsa per il Miglior Film straniero: "Non mi permettono di entrare negli Usa perché sono palestinese, - ha reso noto. - Fa male, ma non fermeranno la nostra storia".
Proteste in programma sia a favore che contro i raid. Quanto a Conan O'Brien, il conduttore della notte delle stelle, trovare l'equilibrio tra toni leggeri e consapevolezza della realtà fa parte del suo ruolo. "Ci stiamo lavorando", ha detto, evocando le battute agli Oscar del suo predecessore Johnny Carson quando era in corso la crisi degli ostaggi in Iran. "Cerco sempre di muovermi su una linea sottile tra divertire il pubblico e riconoscere le realtà che ci circondano", ha detto in conferenza stampa. Sono passati oltre 20 anni dall'ultima volta che lo show degli Oscar è andato avanti con gli Stati Uniti sul punto di entrare in guerra in Medioriente. Era nel 2003 e, rispetto ad allora, le misure saranno ancora più rigide, anche se finora non esistono minacce credibili contro la notte delle stelle.
Le misure di sicurezza -
Si sta comunque predisponendo un perimetro di sicurezza di oltre un chilometro attorno al Dolby. Agenzie federali e locali, che collaborano con la Joint Terrorism Task Force, stanno monitorando i social e raccogliendo informazioni per prevenire eventuali rischi per la sicurezza con unità Swat del Dipartimento di Polizia di Los Angeles, squadre antibomba e tiratori scelti. Negli ultimi anni il dipartimento ha creato un'unità specializzata per la gestione dei grandi eventi e agli Oscar viene impiegato un numero molto maggiore di agenti rispetto al passato, ha spiegato il capitano del Lapd Mike Bland: "La sicurezza è più elevata rispetto agli anni precedenti non solo per gli eventi in corso, ma anche per ciò che è accaduto negli ultimi anni", ha dichiarato. Sebbene le agenzie federali e locali non rendano pubblici tutti i dettagli delle misure adottate, fonti hanno riferito al Los Angeles Times che persino l'aria attorno all'evento viene da giorni costantemente monitorata per individuare eventuali pericoli, inclusa la presenza di radiazioni.
Sorprese in (quasi) tutte le categorie: ecco cosa aspettarsi -
Se in passato era possibile tracciare una linea quasi certa verso la vittoria finale, a poche ore dallo show ogni categoria appare instabile. C'è chi sembrava in fuga solitaria e ora deve guardarsi le spalle. C'è chi, partito in sordina, ha trovato lo sprint perfetto nel momento decisivo. Gli Oscar 2026, insomma, hanno rimesso il dubbio al centro della scena.
Il duello per il miglior film -
Stabilire chi conquisterà il premio più ambito è un azzardo. Una battaglia dopo l'altra di Paul Thomas Anderson, forte di una stagione costellata di riconoscimenti, sembrava destinato a una cavalcata trionfale. Ma l'ascesa di Sinners, premiato come miglior film ensemble agli Actors Awards 2026, ha riaperto i giochi.
E poi c'è Sentimental Value, che con nove nomination - inclusa quella alla regia per Joachim Trier - si è guadagnato il ruolo di outsider di lusso. Nel panorama internazionale, mentre l'Italia resta fuori dalla corsa, si fanno notare lo stesso Sentimental Value e The Voice of Hind Rajab (Leone d'argento alla 82eima Mostra internazionale d'arte cinematografica di Venezia), titoli che potrebbero contendersi la statuetta.
Curioso anche il debutto della nuova categoria dedicata al miglior casting, dove ricompaiono quasi tutti i nomi candidati come miglior film. Un segnale di quanto le scelte artistiche complessive pesino sempre di più nel giudizio finale dell'Academy.
Migliori attori e non solo: occhio alle sorprese -
Sul fronte delle interpretazioni, gli Oscar 2026 raccontano una storia ancora più incerta. Timothée Chalamet, dato per favorito come miglior attore per Marty Supreme, ha visto la sua posizione vacillare dopo la vittoria di Michael B. Jordan agli Actors Awards 2026 per Sinners. Anche la performance di Ethan Hawke in Blue Moon è stata molto apprezzata, chissà che alla fine non possa spuntarla proprio lui.
Tra le attrici, Jessie Buckley per Hamnet appare in netto vantaggio, nonostante la superba prova di Rose Byrne in Se solo potessi ti prenderei a calci. Per quanto riguarda la categoria miglior attore non protagonista, Sean Penn sembra avere la strada spianata per Una battaglia dopo l'altra. Attenzione però a Stellan Skarsgård, che ha già vinto il Golden Globe 2026 per Sentimental Value e potrebbe dire la sua. Più difficile prevedere il premio femminile di supporto: Amy Madigan potrebbe spuntarla per Weapons, ma anche Teyana Taylor per Una battaglia dopo l'altra ha concrete chance di vittoria.
C'è poi il "caso" Emma Stone, candidata sia come attrice protagonista sia come produttrice per Bugonia: un doppio binario che potrebbe regalarle almeno una statuetta. E mentre alcuni film restano clamorosamente esclusi (su tutti Eddington e Wicked Parte 2), gli Oscar 2026 sembrano confermare un'innegabile verità: fino all'apertura dell'ultima busta, nulla è davvero scritto.