I dati Unem

Petrolio, ecco da dove arriva il greggio che importa l'Italia

L'Africa resta il primo fornitore del nostro Paese con il 41,7%, seguita dai paesi dell'ex Urss e dall'America. Dal Medio Oriente arriva il 12,2%

© -afp

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Dopo l'attacco all'Iran il prezzo del petrolio ha ripreso a correre verso l'alto. Anche in Italia si registra un immediato rialzo dei carburanti e non solo, complice l’escalation della guerra in Medio Oriente. Ma da dove arriva esattamente il petrolio che alimenta raffinerie e distributori nel nostro Paese?

Petrolio in Italia: l'Africa principale fornitore -

 Guardando ai dati dell'Unione Energie per la Mobilità (Unem) relativi allo scorso anno, la quota maggiore ossia il 41,7% proviene dai Paesi africani, in particolare dalla Libia (24,2%), dalla Nigeria (5,5%), dal Niger (3%) e Algeria (2,9%), il resto da altri Paesi in percentuali minori.

Al secondo posto i Paesi dell'ex Urss (esclusa ovviamente la Russia) da cui arriva il 29,9% del petrolio totale. Nello specifico Azerbaijan (16,8%) e Kazakhistan (13,1)%. Dall'America poi arriva un altro 13,5% della quota complessiva: in particolare dagli Stati Uniti il 9% e dal Brasile il 2,4%.

Dal Medio Oriente il 12,2% -

 Dalla zona del Medio Oriente, teatro in questi giorni di una escalation militare che coinvolge diverse nazioni, proviene il 12,2% dell'importazione di petrolio greggio complessiva nel nostro Paese: in particolare Iraq (6,1%) e Arabia Saudita (il 5,8%), con quote dello 0,2% dal Kuwait e dello 0,1% dalla Siria. Il resto del greggio importato, pari al 2,7%, è europeo, con un 1,7% dalla Norvegia e uno 0,9% dal Regno Unito, mentre appena lo 0,1% viene dalla Grecia.

Analizzando le variazioni rispetto al 2024, lo scorso anno l'Italia ha importato il 27,1% in meno dall'area Medio Oriente, l'11,9% in più dall'Africa, il 13,2% in più dall'America (spicca il +122% dal Brasile), il 23,7% in meno dall'Europa e il 4,5% in meno dai Paesi ex sovietici.

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