Un odio sempre più "normalizzato", quello nei confronti degli ebrei, che ha registrato quasi mille episodi soltanto lo scorso anno, confermato da un numero mai raggiunto prima di graffiti sui muri, sinagoghe e simboli ebraici vandalizzati e profanati, oltre che discriminazioni, intimidazioni, minacce e aggressioni fisiche, cresciute più di tutto il resto. E non solo: in oltre il 66% dei casi l'antisemitismo si manifesta online, attraverso l'uso di emoji e codici d'odio. È quanto emerge dal Rapporto annuale sull'antisemitismo in Italia per il 2025, presentato martedì mattina al Senato dal direttore del Cdec, Gadi Luzzatto, Voghera e dal presidente, il professor Giorgio Sacerdoti. Il fenomeno è sempre più accettato e condiviso dalla popolazione, tanto che il 14% di cittadini e cittadine italiani, secondo un recente sondaggio condotto dal sociologo Renato Mannheimer, vorrebbe "espellere tutti gli ebrei dall'Italia".
Il numero di avvenimenti che testimoniano odio verso gli ebrei è cresciuto di circa il 10% rispetto al 2024, quando si erano registrati 877 episodi: secondo il rapporto, a seguito di 1492 segnalazioni giunte, 963 episodi di antisemitismo sono stati selezionati come tali dall'Osservatorio nel corso del 2025. Di questi, 643 riguardano l'antisemitismo in rete e 320 si compongono di atti accaduti materialmente. Nel 2023 erano stati 453 gli episodi registrati, 241 nel 2022: il 400% in meno rispetto al 2025. Ad aumentare il rischio di aggressione e marginalizzazione sono comportamenti che testimoniano la propria identità, come parlare in ebraico o indossare la kippah. Cartelli esposti in locali o negozi che dichiarano il divieto di accesso ai "sionisti" segnano un passaggio dalla discriminazione verbale a quella materiale.
I picchi online e nel Centro-Nord -
L'uso di emoji o numeri apparentemente innocui (come il gufo, il polpo, 109, 14/88, le triple parentesi (((cognome))), il triangolo rosso) è utilizzato - spiega il rapporto - per veicolare messaggi d'odio nelle subculture digitali. La maggior parte degli episodi antisemiti si è verificata in concomitanza con gli sviluppi dell'attualità, in particolar modo durante la guerra a Gaza: i mesi estivi, soprattutto giugno e luglio, hanno mostrato picchi particolarmente elevati, quando era in corso la missione della Global Sumud Flotilla. Anche le Olimpiadi di Milano-Cortina all'inizio del 2026, tuttavia, hanno evidenziato vari episodi. Lombardia e Lazio, seguiti da Toscana, Emilia-Romagna, Piemonte e Veneto sono le aree maggiormente interessate. Sebbene diffamazioni e minacce rappresentino la maggior parte degli episodi, gli incrementi maggiori rispetto allo scorso anno hanno riguardato le discriminazioni (+100%) e le aggressioni fisiche (+225%): vale a dire che gli atti più gravi sono cresciuti maggiormente.
L'allarme della senatrice Liliana Segre -
"Siamo di fronte a una chiara emergenza antisemitismo. Mai avrei immaginato che, a 80 anni dalla fondazione della Repubblica democratica, che ha ripudiato nella sua Costituzione e nelle sue leggi ogni forma di razzismo e antisemitismo, ci saremmo trovati ancora a dover combattere questa mala pianta. Sarebbe un errore considerare l'emergenza che abbiamo di fronte come un problema della minuscola minoranza ebraica: è invece una minaccia complessiva alla nostra vita democratica e alla qualità della convivenza civile", ha affermato la senatrice a vita Liliana Segre nel messaggio inviato in occasione della presentazione del rapporto del Cdec.
"Negli ultimi anni, soprattutto dopo il pogrom terrorista del 7 ottobre 2023 e il dramma umanitario derivato dalla reazione militare e dalla lunga e atroce guerra a Gaza, si è registrato un costante aumento dei casi di antisemitismo, delle aggressioni verbali e fisiche, degli episodi di intolleranza e degli atti ostili contro gli ebrei, al punto che può essere pericoloso per gli ebrei mostrarsi come tali nella vita di ogni giorno. E in altri Paesi della nostra Europa si assiste purtroppo a fenomeni simili", ha aggiunto Segre, ricordando che "il valore universale della Shoah ci obbliga a considerare ogni offesa alla dignità degli altri esseri umani come offesa a ciascuno di noi, a tutti noi. Quindi, se vogliamo combattere la realtà che si annida dietro i numeri del rapporto, occorre impostare la necessaria lotta all'antisemitismo in uno con la generale promozione dei valori di verità, giustizia, libertà, solidarietà, dignità, rispetto e riconoscimento reciproco".
"Proprio in questi giorni, sulla spinta sia dei dati e delle analisi del Cdec, sia delle risultanze della Commissione anti-discriminazioni del Senato, anche la politica si è mossa per rafforzare i presidi e le azioni educative e formative a tutti i livelli, da parte dello Stato nelle sue varie articolazioni, nella scuola e nell'università, nella società in genere. Mi riferisco alla proposta di legge contro l'antisemitismo che proprio oggi, dopo un impegnativo lavoro nella commissione affari costituzionali, approda in discussione in Senato. Rinnovo il mio auspicio che si possa realizzare 'una convergenza trasversale, la più ampia possibile' nell'adozione di nuove norme che permettano di fronteggiare con maggiore efficacia l'ondata di antisemitismo che abbiamo davanti", ha proseguito la senatrice a vita. "Una convergenza che, al di là degli schieramenti e delle collocazioni parlamentari, abbia il respiro che dicevo poc'anzi: vedere nell'antisemitismo un nemico di tutti. Come nemica di tutti è ogni forma di razzismo, di discriminazione, di persecuzione di persone, di idee, di fedi. Perché il motto 'Mai più' non può ridursi a una invocazione retoricamente vuota, ma deve essere uno sprone alle coscienze, alla vigilanza, all'azione".