Paura, sirene e cieli attraversati dai jet militari. Tra gli italiani rimasti bloccati a Dubai a causa dell'escalation militare nella regione c'è anche Luisa Corna che si trovava negli Emirati Arabi per partecipare a un evento musicale, quando la situazione è precipitata, rendendo impossibile il rientro in Italia. La conduttrice sarebbe dovuta rientrare sabato, ma il suo volo non è mai partito.
Ore di attesa e hotel evacuati -
"Sabato siamo rimasti per ore in aeroporto, poi ci hanno trasferiti in pullman verso un albergo. Dopo altra attesa ci hanno comunicato che non c'erano più camere disponibili" racconta la cantante da Dubai. Un'odissea logistica che si è intrecciata con il timore per la sicurezza. La camera in cui inizialmente alloggiava affacciava sul simbolo della città, il celebre Burj Al Arab, dove sarebbero caduti detriti di droni intercettati in volo, provocando anche un incendio. Per ragioni di sicurezza, l'artista ha cambiato sistemazione. Gli organizzatori dell'evento hanno deciso di ospitare lei e altri italiani nelle loro abitazioni private, evitando che restassero soli in hotel in una fase così delicata.
La testimonianza -
Il racconto si fa ancora più drammatico quando Luisa Corna descrive le ore successive: "Abbiamo sentito diversi attacchi sopra le nostre teste e il rumore continuo di aerei militari. I telefoni suonano spesso con allerte che ci invitano a non uscire e a restare al riparo". Una tensione costante, aggravata dall'incertezza. "C'è un clima di grande insicurezza. È una sensazione bruttissima, è difficile dormire. Hanno bombardato tutta la notte. Non abbiamo novità".
Rientro ancora incerto -
Al momento non è chiaro quando sarà possibile il rientro in Italia. I collegamenti aerei restano condizionati dall'evolversi delle operazioni militari e dalla situazione nello spazio aereo dell’area.