Tra i tanti italiani bloccati a Dubai c'è anche un'imprenditrice milanese in viaggio con figlia e amiche. La donna racconta a Tgcom24 cosa hanno vissuto in questi ultimi giorni. "Siamo un gruppo di milanesi a Dubai nel momento sbagliato - dice Moro -. Siamo arrivate mercoledì notte perché io, giovedì, avevo un incontro di lavoro. Ne ho poi approfittato per trascorrere un weekend in città in compagnia di due amiche, della figlia di una di loro e della mia, appena 19enne. Soggiorniamo in un hotel a Dubai Marina e, sabato, eravamo nella spiaggia dell'albergo quando abbiamo visto dei razzi e dei droni sopra le nostre teste".
Come avete reagito?
"Siamo immediatamente scappate all'interno dell'hotel, impaurite, come si può immaginare. Eravamo tranquille in spiaggia, mai avremmo pensato di vedere una scena del genere, specialmente a Dubai, che è considerato uno dei posti più sicuri al mondo. Poi, entrate in hotel, abbiamo visto il Fairmont in fiamme. È ad appena tre minuti dal nostro hotel. Da lì è partita un'escalation. La maggioranza dei droni passati sulle nostre teste è stata intercettata, quindi, non si può dire che non ci sia un'attività molto importante nell'ambito della sicurezza. Comunque, con l'attacco all'aeroporto e anche alla "Vela" abbiamo capito che la situazione tendeva a peggiorare. Abbiamo passato una notte nel basement dell'hotel perché considerato più sicuro in quanto non ci sono finestre: le indicazioni delle autorità in questi casi sono quelle di stare al riparo e lontano dalle finestre e con a disposizione beni di prima necessità per essere pronti. Siamo passate, dunque, da uno stato d'animo di serenità e di vacanza a uno stato d'animo che non pensavamo di dover vivere".
Poi?
"Saremmo dovute rientrare domenica alle 15, ovviamente, poi, è arrivata la comunicazione che i voli erano annullati e che lo spazio aereo era chiuso. Questa notte l'abbiamo passata in camera, quindi diciamo che abbiamo visto un leggero miglioramento e meno esplosioni. Invece, stamattina, ci siamo svegliati con altri tre botti importanti. Quando le cose diventano impegnative arrivano a tutti – italiani, francesi, inglesi, chiunque – degli allarmi sui cellulari. Quello è il segnale che ci si deve recare nel basement. Altrimenti, si può stare nell'hotel ma non si può uscire, se non nel giardino dell'albergo (ma i ristoranti all'aperto sono chiusi e, chiaramente, è sconsigliato stare in spiaggia)".
Come state passando queste ore, quindi?
"La maggior parte al telefono con i nostri familiari e con chi ci può aiutare. Stamattina siamo riusciti a parlare con la Farnesina, sono stati molto gentili, rassicurandoci. Volevo avere la certezza che avessero i nostri nomi, cognomi, numeri di telefono e localizzazione e la signora con cui ho parlato ci ha anche richiamato per confermare che li hanno. Ci ha pregato di tenere la localizzazione accesa e ci ha detto, come ci ripetono anche le autorità locali, di stare riparati e di non fare imprudenze. La cosa che ovviamente ci agita è quella di non sapere quando e come rientreremo a Milano".
Siete in contatto con altri italiani?
"Io ho conoscenze con italiani residenti per motivi di lavoro. Inoltre, stiamo cercando di contattare altre due famiglie italiane che alloggiano nel nostro hotel in modo da fare rete. Questo un po' aiuta a livello psicologico ma anche per condividere eventuali informazioni".
Avete paura o vi sentite al sicuro?
"Le autorità hanno intercettato tantissimi tra missili e droni, quindi non si può dire che non stiano facendo di tutto. Però, è ovvio che un po' di paura rimane. Le indicazioni che abbiamo ricevuto è che è meglio stare fermi e riparati perché è più sicuro stare qui. Noi le seguiamo. Tuttavia, dire che siamo serenissime è abbastanza impossibile, penso sia comprensibile. Siamo anche delle mamme, dunque c'è anche un po' di apprensione e il senso di responsabilità di tenere le figlie calme. Sicuramente, da mamma è una tensione in più. Io avevo promesso a mia figlia un weekend di svago dopo la mia giornata di lavoro per distrarla un attimo dallo stress e dagli studi universitari, invece ci siamo trovate in questa situazione".