IL DOPO Khamenei

Iran, come funziona la successione e la selezione della nuova Guida Suprema

Dopo la morte dell'ayatollah, le funzioni di Guida suprema saranno delegate a un consiglio direttivo ad interim. Intanto parte la caccia al sostituto: ecco chi potrebbe spuntarla

© Afp

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Dopo la morte della Guida Suprema dell'Iran, l'Ayatollah Ali Khamenei, importanti interrogativi si sono sollevati sul futuro del Paese e su chi potrebbe essere il successore del defunto Khamenei. Nell'attesa di una nomina ufficiale, sarà compito di un consiglio direttivo ad interim occuparsi di tutte le questioni che, normalmente, sono prerogativa della Guida Suprema. 

Di cosa si occupa la Guida Suprema? -

 La Guida Suprema è al centro della complessa teocrazia sciita iraniana e ha l'ultima parola su tutte le questioni di Stato. La Guida è, inoltre, comandante in capo dell'esercito e della potente Guardia Rivoluzionaria. Quest'ultima è la forza paramilitare designata dagli Stati Uniti nel 2019 come organizzazione terroristica e dall'Ue nelle scorse settimane. 

Da chi è formato il consiglio direttivo ad interim? -

 Il consiglio direttivo temporaneo è formato dal presidente in carica dell'Iran, dal capo della magistratura del Paese e da un membro del Consiglio dei Guardiani scelto dal Consiglio di opportunità iraniano, che consiglia la Guida Suprema e dirime le controversie con il Parlamento.

Chi assumerà le funzioni di Guida Suprema fino alla nomina? -

 Fino a quando non verrà nominato un nuovo leader, un consiglio direttivo ad interim - temporaneo - assumerà le funzioni di Guida Suprema. Il comitato, composto dal presidente iraniano Masoud Pezeshkian, dal capo della magistratura Gholamhossein Mohseni Ejei, dal segretario del Consiglio di sicurezza nazionale Ali Larijani e da un giurista appartenente al Consiglio dei Guardiani si occuperà temporaneamente di assolvere a tutti i compiti e alle funzioni che, fino al 28 febbraio, erano prerogativa del defunto Ayatollah Ali Khamenei

Chi eleggerà il nuovo leader? -

 Sarà compito dell'Assemblea degli esperti, un comitato composto da 88 membri, nominare la nuova Guida Suprema. Del gruppo fanno parte religiosi sciiti eletti dal popolo ogni otto anni e le candidature dei partecipanti vengono approvate dal Consiglio dei Guardiani, l'organismo di controllo costituzionale iraniano. Tale organo è noto alle cronache per aver escluso i candidati in diverse elezioni in Iran e l'Assemblea degli esperti non fa alcuna eccezione, può anche rimuoverne una sebbene sia giusto precisare che ciò non è mai accaduto. 

Quali sono le tempistiche per la nuova elezione? -

 La legge iraniana stabilisce che l'Assemblea degli esperti deve eleggere il prima possibile una nuova Guida Suprema. 

Chi potrebbe essere "l'erede di Khamenei"? -

 Le trattative sulla successione non sono di dominio pubblico. È, quindi, difficile valutare chi possa essere il candidato principale a prendere il posto di Ali Khamenei. 

Il figlio della defunta Guida Suprema potrebbe prendere il suo posto? -

 In principio si pensava che uno dei figli di Khamenei, Mojtaba, religioso sciita di 56 anni, avrebbe potuto sostituire il padre in caso di morte. Il passaggio di padre in figlio nel caso di una Guida Suprema, però, potrebbe suscitare malcontento, sia tra gli iraniani già critici nei confronti del governo clericale sia tra i sostenitori del sistema. Alcuni potrebbero, addirittura, considerare il passaggio di testimone tra padre e figlio come anti-islamico e in linea con la creazione di una nuova dinastia religiosa, dopo il crollo del governo dello Scià Mohammed Reza Pahlavi, sostenuto dagli Stati Uniti, nel 1979.

Chi sono gli altri papabili successori? -

 Tra i possibili successori c'è anche Hassan Khomeini, nipote del fondatore della Repubblica islamica, l'ayatollah Ruhollah Khomeini, il che gli conferisce legittimità religiosa e rivoluzionaria. È il custode del mausoleo di Khomeini, ma non ha ricoperto cariche pubbliche e sembra avere poca influenza sull'apparato di sicurezza o sull'élite al potere. È noto per essere meno intransigente di altre figure e gli è stata oltretutto impedita la candidatura all'Assemblea degli Esperti nel 2016.

In rampa di lancio c'è anche l'ayatollah Gholam Hossein Mohseni Ejei. Attualmente capo della magistratura iraniana ed ex funzionario dell'intelligence, Ejei ha forti legami con gli apparati di sicurezza e le élite politiche, caratteristiche che attraggono i sostenitori della linea dura all'interno della struttura di potere iraniana. 

Alireza Arafi è invece una figura meno nota ma pur sempre un religioso affermato, con una comprovata esperienza nelle istituzioni governative e confidente di Khamenei. È vicepresidente dell'Assemblea degli Esperti ed è stato membro del potente Consiglio dei Guardiani, che esamina i candidati alle elezioni e le leggi approvate dal Parlamento. È anche a capo del sistema seminariale iraniano. Tuttavia, Arafi non è un peso massimo della politica e non ha stretti legami con le istituzioni di sicurezza.

Tra gli altri nomi che sono circolati, c'è anche Mohammad Mehdi Mirbagheri: religioso intransigente e membro dell'Assemblea degli esperti, rappresenta l'ala più conservatrice dell'establishment clericale. Dirige l'Accademia delle scienze islamiche nella città santa di Qom, nel nord dell'Iran. Hashem Hosseini Bushehri è invece un alto esponente del clero strettamente legato alle istituzioni che gestiscono la successione, in particolare all'Assemblea degli Esperti, dove ricopre il ruolo di primo vicepresidente. Era considerato vicino a Khamenei, ma ha un basso profilo a livello nazionale e non è noto per avere forti legami con le Guardie della Rivoluzione.

Tra i papabili successori c'è poi Hojjat-Ol-Eslam Mohsen Qomi, considerato uno stretto consigliere di Khamenei. In quanto persona fidata e con un profondo accesso alla rete della Guida Suprema, potrebbe contribuire a mantenere la continuità dell'agenda dell'establishment clericale. Infine, l'ayatollah Mohsen Araki è un membro di lunga data dell'Assemblea degli Esperti: ha influenza teologica ed esperienza istituzionale tali da renderlo un candidato serio, soprattutto tra gli ambienti conservatori.

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