Per anni il volto di Susan Sarandon è stato sinonimo di libertà, talento e coraggio. Ora, però, a suo dire, la sua voce rischierebbe di essere strozzata. Alla vigilia dei premi Goya 2026, dove riceverà un riconoscimento alla carriera, Susan Sarandon ha spiegato perché da tempo non la si vede più nei grandi progetti hollywoodiani. La ragione, spiega l'attrice, sarebbe legata alla sua presa di posizione pubblica sulla guerra a Gaza e all’appello per un cessate il fuoco.
Parole che, secondo Sarandon, le sarebbero costate care. “Il primo novembre sono stata licenziata dalla mia agenzia”, ha raccontato in conferenza stampa. Da allora, per Susan Sarandon, sarebbe diventato quasi impossibile lavorare negli Stati Uniti.
"Licenziata per le mie idee" -
Susan Sarandon, premio Oscar nel 1995 per “Dead Man Walking” e protagonista di film iconici come “Thelma & Louise” e “Il cliente”, non è nuova alle battaglie politiche. Ma questa volta, confessa, il prezzo pagato sarebbe stato più alto del previsto.
Dopo aver partecipato a manifestazioni per chiedere il cessate il fuoco a Gaza, l’attrice sostiene di essere stata esclusa da progetti televisivi e cinematografici. “Mi è stato precluso di fare film o qualsiasi altra cosa legata a Hollywood”, ha spiegato. Un isolamento che non si sarebbe fermato agli studi americani: anche alcune collaborazioni sarebbero state scoraggiate dietro le quinte.
Eppure Susan Sarandon non sembra intenzionata a fare marcia indietro: la sua voce resta ferma. Rimane la consapevolezza di aver scelto una strada coerente con i propri valori. “Quando vivi in un Paese che reprime e censura, ti rendi conto di quanto sia preziosa la libertà altrove”, ha detto sempre in conferenza stampa, guardando con gratitudine all’Europa.
Una nuova vita tra Europa e progetti indipendenti -
Se Hollywood chiude le porte, Susan Sarandon prova ad aprirne altre. L’attrice ha trovato nuovi agenti in Inghilterra e in Italia, dove ha appena girato un film. Per alcuni mesi è stata anche sul palco dell’Old Vic di Londra, riscoprendo il teatro come spazio più intimo e diretto.
Oggi si dedica soprattutto a piccoli film indipendenti, spesso firmati da registi esordienti. Un cambio di rotta che potrebbe sembrare una retrocessione, ma che lei racconta come una scelta quasi liberatoria. Meno riflettori, più sostanza.
“Vedere la Spagna con il suo presidente che manifesta la sua solidarietà nei confronti di Gaza e Javier Bardem che non teme di esporsi è una cosa molto importante per noi che viviamo negli Stati Uniti". Susan Sarandon non rinnega Hollywood, ma non sembra nemmeno disposta a chiedere il permesso per esprimere le proprie idee.
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