Il leader supremo torna in un bunker

Iran, missili vicino alla residenza dell'ayatollah ma Khamenei non c'è: "Trasferito in una località sicura"

Ali Khamenei non era nel suo palazzo quando Israele ha iniziato a colpire la città. Da giorni non compariva in pubblico, complice la tensione con gli Usa

Non era nei suoi uffici nel centro di Teheran l'ayatollah Ali Khamenei, leader supremo, quando dai cieli della capitale iraniana sono piovuti i primi missili del nuovo attacco "preventivo" lanciato da Israele. Secondo media israeliani Khamenei non si troverebbe infatti in città e, vista la portata dei raid combinati di Tel Aviv e Washington, sarebbe stato "trasferito in una località sicura". Sarebbe dunque tornato a nascondersi in uno di quei bunker ad altissima sicurezza dove il leader si era dovuto rifugiare anche nei giorni più infuocati delle proteste che ha attraversato le strade iraniane poche settimane fa. 

I raid vicini alla residenza dell'ayatollah e la tensione con gli Usa -

 L'attacco israeliano avrebbe preso di mira in modo particolare su Pasteur Street, dove sono situati il palazzo presidenziale e la sede dell'Agenzia di sicurezza nazionale. Accanto a loro, il complesso residenziale dell'ayatollah. Il leader supremo Khamenei, però, non faceva vedere il suo volto in pubblico da diversi giorni. Probabilmente una strategia prudente di fronte alla crescente tensione tra Teheran e gli Stati Uniti, che da giorni minacciavano un attacco concreto in territorio iraniano. 

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