Sono diversi i punti da chiarire sul deragliamento del tram della linea 9 di Milano che poco dopo le 16 di oggi, 27 febbraio, è uscito dai binari lungo via Vittorio Veneto causando almeno 2 morti e 49 feriti. "Se ci fosse stato un malore in teoria doveva funzionare il meccanismo dell'uomo vigile", spiega in collegamento a "Quarto Grado" Dario Balotta, presidente dell'Osservatorio Nazionale Trasporti.
Secondo l'esperto, in assenza di segnali sull'attività di guida sarebbe dovuto scattare un dispositivo di sicurezza installato a bordo e il mezzo si sarebbe dovuto fermare in automatico. "La fermata precedente è stata saltata e la velocità era abbastanza elevata", dice l'esperto che poi aggiunge: "Sicuramente deve essere successo qualcosa al conducente. In questo periodo stanno facendo doppi turni e sono particolarmente sotto carico".
"Ho avuto un malore" parla il conducente - "Mi sono sentito male, ho avuto un malore", è quanto avrebbe detto il conducente ad alcuni colleghi intervenuti in viale Vittorio Veneto. L'uomo è stato portato in ospedale in codice verde per accertamenti e sarà ascoltato dagli inquirenti. Il mezzo deragliato è un veicolo entrato in servizio da poche settimane. La maggior parte dei feriti dovrebbero essere i passeggeri a bordo del mezzo uscito dai binari e finito contro un negozio. Al momento del deragliamento, il tram era infatti pieno di persone che, per l'impatto, sono cadute per terra. Una delle vittime è stata recuperata sotto il mezzo: con tutta probabilità si tratta di un passante che stava camminando in viale Vittorio Veneto. La seconda vittima invece era a bordo del tram.