Le cene di Arcore? "Io non ho niente da nascondere". Parola di Silvio Berlusconi, che in un'intervista a Canale 5 dice: "A quelle cene non poteva succedere nulla che potesse essere definito scorretto e imbarazzante. C'era un grande tavolo, io attiravo l'attenzione di tutti, si parlava di calcio, di politica, di tutto. A nessuno mai fu chiesto di lasciare il telefonino. Tutti potevano fotografare o raccontare perché non c'era nulla di non raccontabile".
Proprio in riferimento alle famose cene di Arcore, nell'intervista andata in onda in prima serata su Canale 5, per la prima volta il pubblico ha visto la sala delle cene e la taverna su cui tanto si è fantasticato. Sentite inoltre le registrazioni originali delle testimonianze rese ai giudici nell'aula del tribunale del processo Ruby.
Ecco la sala delle feste - La Sala del Cinema, la sala della Musica e quella da pranzo di Villa San Martino, quelle al centro del processo sul caso Ruby a carico di Silvio Berlusconi, sono state mostrate per la prima volta nello speciale "La guerra dei 20 anni: Roby, ultimo atto" su Canale 5. Durante il servizio, nel descrivere quelli che per l'accusa sono i luoghi dei presunti festini a luci rosse a cui avrebbe partecipato anche la giovane marocchina e che per la difesa dello stesso Cavaliere sono i luoghi di "Cene eleganti, normali", si sono viste le stanze nelle quali si svolgeva "il dopo-cena".
"Ruby venne una sera ad una cena e raccontò una storia drammatica – continua il leader del PdL - disse di essere figlia di una ricca famiglia egiziana, che i genitori avevano cacciato perché aveva deciso di abbracciare la religione cattolica. Mostrò cicatrici di olio bollente, parlò di difficoltà enormi, di comunità e di essere arrivata a Milano poco tempo prima dove aveva trovato un lavoro da cameriera in un ristorante. Una storia che commosse tutti i presenti. Assolutamente non ho mai avuto rapporti intimi con Ruby, una ragazza che si era presentata con una storia terribile, e che non induceva nessun sentimento diverso dalla commiserazione".
Mubarak confermò la parentela con Ruby - Riguardo alla parentela che Ruby aveva detto di avere con Mubarak "io non avevo mai avuto dubbi". "Avevo avuto conferma", dall'ex rais, di "conoscere bene la persona che la ragazza ci aveva indicato, facendoci vedere anche il video, come sua madre". Lo ha detto Silvio Berlusconi nell'intervista. Il Cavaliere ha ricordato di un pranzo offerto a Roma il 19 maggio del 2010 all'ex presidente egiziano ed ha affermato che lui gli disse che era vero che la cantante era "in qualche modo imparentato con lui" e però di non sapere che la ragazza fosse stata "cacciata" di casa. "Si riservò - ha proseguito Berlusconi - di darmi informazioni precise al riguardo". Ed è quindi, come ha ripetuto più volte l'ex premier, "per evitare incidenti diplomatici" che telefonò in questura nel maggio di tre anni fa quando la giovane marocchina venne trattenuta per via di un furto e poi rilasciata e affidata all'ex consigliere regionale Nicole Minetti.
Ruby: "Coi soldi di Berlusconi ho vissuto un anno" - I soldi che Ruby aveva ricevuto in prestito da Silvio Berlusconi "non sono serviti per aprire un centro estetico però mi hanno aiutato a vivere decentemente per più di un anno". Lo ha detto Karima El Mahroug nell'intervista andata in onda su Canale 5. Il denaro, come ha anche affermato Silvio Berlusconi nello stesso programma di approfondimento, ammontava a 57mila euro. Denaro prestato "come un atto di generosità e cortesia", ha affermato l'ex premier, per aiutarla appunto ad aprire un centro estetico, come lei aveva spiegato, nel centro di Milano.