In attesa dell'autopsia, necessaria per il nulla osta ai funerali, emergono nuovi dettagli sul trapianto fallito di cuore a Domenico Caliendo, il bimbo di 2 anni morto all'ospedale Monaldi di Napoli. A "Dritto e rovescio" la mamma, Patrizia Mercolino, parla dell'intervento avvenuto a Bolzano il 23 dicembre scorso. "Mi immagino la scena di mio figlio senza cuore in quella sala operatoria e i medici che giocano", dice.
Secondo quanto emerge dalle indagini condotte dalla Procura, l'atmosfera all'Ospedale San Maurizio si sarebbe surriscaldata con un rimpallo di responsabilità tra l'equipe partenopea, arrivata in Alto Adige per prelevare il cuore destinato a Domenico, e i medici austriaci di Innsbruck, impegnati nell'espianto di fegato e reni sul corpo del donatore. "Mi chiedo con che coraggio continuano ad andare a lavorare e a rovinare la reputazione di un ospedale intero quando la colpa è solo di poche persone", afferma la donna, assistita dall'avvocato Francesco Petruzzi.
Patrizia Mercolino parla inoltre della registrazione inedita, depositata dalla famiglia in Procura, che riporta una conversazione con il cardiochirurgo che ha operato il piccolo. "Due giorni prima della morte di mio figlio ho iniziato ad aprire gli occhi e a perdere fiducia nei medici", dice la donna che poi aggiunge: "Per due mesi quel dottore non si è mai fatto vedere, nemmeno quando è morto mio figlio. Quando gli ho chiesto perché la sera prima diceva che il cuore era trapiantabile quando gli esperti dicevano il contrario mi ha risposto che era preso dalla disperazione".
Alla domanda se dalla morte di Domenico, avvenuta il 21 febbraio scorso, qualcuno dall'equipe medica ha chiesto un incontro, afferma: "Per sessanta giorni mi hanno guardata dritto negli occhi, nessuno mi ha chiesto scusa".