L'amministrazione Bush si preparera a chiedere un supplemento di spesa pari a 95 miliardi di dollari per coprire i costi di una guerra in Iraq. Secondo il Wall Street Journal, la cifra servirà a coprire i costi vivi del conflitto, del dopo-guerra e della lotta contro il terrorismo. La richiesta minima, precisa il giornale, potrebbe scendere a 60 miliardi di dollari, dato che il Pentagono non è in grado di prevedere la durata di un conflitto.
Non sarebbe neppure possibile, al momento, fare ipotesi sulla disponibilità degli alleati a contribuire alla coperture delle spese, né prevedere l'entità dei danni che eventualmente Saddam Hussein potrebbe arrecare alle infrastrutture economiche del Paese se si vedesse attaccato e sconfitto.
Congresso e amministrazione statunitense, inoltre, si starebbero consultando sull'opportunità di dividere in due distinte proposte di legge la richiesta del supplemento di spesa: da un lato quella per i costi di guerra, dall'altro quella per la ricostruzione. Secondo il "Wall Street Journal", poi, la Casa Bianca farebbe pressioni per ottenere altri due o più provvedimenti tali da consentire un maggiore controllo sulla spesa, qualora la guerra fosse più breve e meno costosa delle previsioni elaborate dal Pentagono.