Dormire sotto lo stesso tetto non significa più, per forza, dormire nello stesso letto. Tra celebrità e persone comuni, c'è chi ha deciso di fare spazio alle proprie esigenze notturne per non farsi disturbare dal russare e dai movimenti notturni del partner. Ma davvero dormire in camere o letti separati può far bene a una coppia? La moda del sleep divorce, come la chiamano gli anglosassoni, sta colpendo anche le coppie sotto i riflettori. Da Cameron Diaz a Gwyneth Paltrow, passando per Willy Smith, sono tanti i vip oltreoceano che hanno deciso di dormire separatamente per rispettare le peculiarità dell'altro. In Italia l'influencer Paola Turani e il marito Riccardo Serpellini, ad esempio, hanno dichiarato pubblicamente di dormire in letti separati per rispettare i ritmi e gli stili di sonno di entrambi.
Il sonno è una questione seria: la scienza lo conferma -
La ricerca moderna mostra che il riposo di qualità è cruciale per la salute psicofisica e per i rapporti interpersonali. Un ampio sondaggio dell'American Academy of Sleep Medicine rileva che circa un terzo delle coppie dorme occasionalmente o regolarmente in stanze separate per migliorare la qualità del sonno senza intaccare l'intimità della relazione. Secondo gli esperti, questo non è sinonimo di lontananza emotiva, ma di cura reciproca. Se uno dei due russa e l'altro non riesce ad addormentarsi; se uno soffre di insonnia, girandosi e rigirandosi nel letto, finendo per svegliare il partner, se uno dei due ha bisogno di coprirsi maggiormente o di dormire nel buio completo e l'altro no, perché continuare ad alimentare possibili fonti di litigi?
Il concetto è chiaro: il sonno disturbato provoca stress e irritabilità, che può silenziosamente erodere la pazienza e la connessione di coppia. Dormire separati non significa smettere di essere intimi: significa preservare l'energia emotiva e psicologica per la vita da svegli. Numerose analisi evidenziano che le coppie che scelgono letti separati spesso ottengono benefici oltre il riposo:
- maggiore autonomia e controllo del proprio ambiente notturno, con temperatura, luce e rumore personalizzati;
- riduzione del risentimento legato a piccole frustrazioni notturne, che si trasformano in irritazione diurna;
- intimità più intenzionale: dove non è scontata per forza, ma diventa un gesto consapevole.
Le critiche e il lato negativo? -
Non è tutto rose e fiori. Alcuni studi mostrano che, soprattutto nella terza età, dormire separati può essere associato a un minor benessere psicologico complessivo rispetto al dormire insieme, perché per alcune persone la vicinanza fisica porta tranquillità e sicurezza profonde. Inoltre, il rischio di perdere momenti spontanei di connessione - come le chiacchierate prima di dormire o il contatto fisico al risveglio - è reale se la decisione non è condivisa e discussa apertamente.
La coabitazione, l'amore e la notte non sono una formula unica. Come raccontano sia gli esperti sia le storie di vita reale, dormire separati può essere un atto d'amore tanto quanto dormire abbracciati, se la scelta è condivisa, rispettosa e rivolta alla qualità di vita di entrambi. In fondo, l'idea romantica del letto matrimoniale eterno è un mito culturale. La verità è che una coppia sana è quella che dialoga, sperimenta, ridefinisce i propri rituali e se questo significa ritrovarsi la mattina con occhi riposati e sorrisi più sinceri… beh, forse è l’inizio di un nuovo tipo di intimità.