Dopo la conferma, in appello, della condanna di Silvio Berlusconi a quattro anni per il processo Mediaset, il Pdl ha deciso di muoversi. "Il Popolo della Libertà scende in piazza in difesa di Silvio Berlusconi - recita un comunicato del partito -. La manifestazione si svolgerà sabato 11 maggio a Brescia, alle 18 in piazza Duomo, con la partecipazione del presidente del Popolo della Libertà".
Silvio Berlusconi cambia quindi il suo programma e decide di ripristinare la manifestazione in programma sabato a Brescia per le ore 18. Aveva infatti deciso nei giorni scorsi di trasformare il comizio in un incontro con la stampa. Ieri, invece, spinto con ogni probabilità da quanto deciso dal tribunale di Milano, la decisione di tornare all'idea originaria. L'ex premier terrà quindi una manifestazione e dopo una cena con gli imprenditori bresciani.
Pdl: "E' il momento di mobilitarsi" - "Ieri dai giudici di Milano è venuta l'ennesima conferma che la mobilitazione contro l'uso politico - e 'personalizzato' - della giustizia non solo è legittima, ma e' necessaria. Bene facemmo, dunque, noi parlamentari del Pdl, a manifestare davanti al palazzo di Giustizia. E altre manifestazioni, ovviamente, dovranno essere organizzate per sensibilizzare gli italiani contro l'accanimento giudiziario nei confronti di Silvio Berlusconi". Lo afferma Gregorio Fontana, membro del Coordinamento Nazionale del Popolo della Libertà. "Diciamo 'basta' a queste sentenze annunciate, emesse sulla base di teoremi politico-giudiziari. E ci mobiliteremo contro questo ennesimo atto di ostilità politica rivestito di formule giuridiche e contro ogni altro tentativo di espellere dalla scena pubblica uno statista come Silvio Berlusconi e ad azzerare un grande partito popolare e democratico come il Pdl".
Anm: "Centrodestra delegittima le toghe" - Costituiscono una "pericolosa delegittimazione del ruolo della giurisdizione nella nostra democrazia" le reazioni politiche che ci sono state rispetto a singole decisioni giurisdizionali. Lo ha affermato l'Associazione nazionale magistrati in una nota. E il riferimento implicito è ai commenti del Pdl rispetto alle decisioni che hanno riguardato Silvio Berlusconi. Contro i magistrati si stanno "utilizzando espressioni violente e offensive estranee a ogni legittimo esercizio del diritto di critica", lamenta poi l'Anm.