il ricordo della strage di Capodanno

Crans-Montana, la mamma di Achille Barosi: "Mi commuove la dedica di Lauro, un gesto che abbraccia tante famiglie"

"Non c’è solo la mia storia in questo tributo. Ci sono tanti genitori coinvolti purtroppo, è per tutti noi"

"Perdutamente è una canzone per Achille da Achille. Mi commuove questa dedica, ma non c’è solo la mia storia in questo tributo. Ci sono tanti genitori coinvolti purtroppo, è per tutti noi". Lo ha detto al Messaggero Erica Didone, la mamma di Achille Barosi, uno dei 41 ragazzi che hanno perso la vita nella strage di Crans-Montana, all'indomani dell'esibizione di Achille Lauro sul palco di Sanremo, dedicata proprio alle vittime dell'incendio di Capodanno nel locale "Le Constellation". L'artista ha cantato "Perdutamente", il brano che Erica ha intonato davanti al feretro del figlio 16enne nel giorno del funerale, nella Basilica di Sant'Ambrogio, a inizio gennaio.

"Perdutamente rappresenta i nostri momenti felici" -

 Una canzone con un significato speciale per lei: "La cantavamo in macchina io e mio figlio. Rappresenta i nostri momenti felici. È una canzone che parla di attimi che possono sparire, e noi quegli attimi li vivevamo così, cantando. Non posso non averla dentro". E, sull'abitudine di ascoltarla insieme, aggiunge: "Non è scattato nulla di particolare. Era naturale. Lui sceglieva le canzoni. Quando era piccolo aprivo il cassettino dei cd e mi "obbligava" a mettere quello che voleva ascoltare. Poi è arrivato il telefono, Spotify, le playlist. Ma decideva sempre lui. La musica faceva parte della sua vita, faceva parte delle nostre giornate. Era una passione che condividevamo". 

Achille ascoltava "un po' di tutto, davvero. Gli piaceva la musica italiana, anche artisti lontani dalla sua età. Passava da Adriano Celentano, di cui era un grande fan, ad Achille Lauro, senza pregiudizi. Aveva curiosità, ascoltava, selezionava". Di Achille Lauro era un fan "come di tanti altri. Non era fissato con uno solo. Però riconosceva quando un artista aveva qualcosa da dire. Achille Lauro è un grande artista, un poeta. Racconta i giovani di oggi per quello che sono, con le loro fragilità e la loro forza. Questo Achille lo sentiva".

"Una scelta che dimostra sensibilità" -

 Scegliere di portare proprio questa canzone sul palco dell'Ariston "fa onore a Lauro, come la bella anima che è. Non era dovuto. È una scelta che dimostra sensibilità. Lo ringrazio infinitamente, io e tutti gli altri genitori. Perché non riguarda solo mio figlio. È un gesto che abbraccia tante famiglie. E sì, mi emoziona molto. Resterò ad ascoltarlo fino all’ultima nota". A chi le chiedeva se ci sia un passaggio del testo che sente più vicino, ha risposto: "Tutto. Dalla prima all’ultima parola".

Ogni volta che lo ascolta, Erica spiega: "Rivedo la felicità. Noi che cantiamo mentre io guido, lui accanto, Cioccolata (il cane) sul sedile. Non penso ad altro". Achille, ricorda la mamma, amava la musica, ma non suonava: "All’asilo l’hanno obbligato con la pianola, ma non era la sua strada. Non gli interessava esibirsi. Gli interessava vivere le canzoni. Ascoltare sì, quello sì".

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