Le gare olimpiche lo hanno dimostrato ancora una volta: le vittorie sono frutto di strategia e di forza mentale, almeno tanto quanto di energia dei muscoli. Se è vero che velocità, forza e resistenza sono in gran parte frutto di una muscolatura d'acciaio e di allenamenti rigorosi, è vero anche che in molti casi l'efficacia di un gesto sportivo si misura in forza cognitiva e in resistenza allo stress. In alcune discipline, anzi, è proprio la mente a fare la differenza: abbiamo assistito nelle giornate olimpiche, a vere e proprie maratone mentali, ad esempio nel torneo di curling. Abbiamo visto anche come il cedimento mentale, come è accaduto al pattinatore Malinin, possa portare a brucianti sconfitte. Scopriamo come è possibile tutto questo e perché la forza della mente può essere addirittura superiore a quella del corpo.
PERCHÉ LA MENTE È COSÌ IMPORTANTE – Senza la testa non si vince: i campioni lo sanno bene, tanto che nei team che assistono uno sportivo di alto livello è quasi sempre presente il mental coach. Il gesto atletico è supportato ed eseguito dalla muscolatura, ma è il cervello a svolgere il ruolo di motore del gesto atletico. Quando ci si allena, è proprio il cervello a imparare gli schemi di movimento alla base di un gesto atletico efficace, e a trasformarli in meccanismi automatici che i muscoli riproducono con sempre maggiore facilità. Se è la forza fisica a fornire la potenza, è la mente a gestire il modo di usarla e il momento giusto per farlo. È sempre la mente a gestire le emozioni e la capacità di usare lo stress a favore del controllo motorio, senza generare le tensioni muscolari involontarie che possono bloccare l'atleta. La capacità di mantenere la concentrazione, inoltre, mantiene lo sportivo focalizzato sul momento presente e sui segnali ambientali rilevanti, evitando errori tecnici banali dovuti alla distrazione. Negli sport di velocità o di resistenza, infine, la forza di volontà riveste il fondamentale ruolo di resistere alla fatica, mentre i muscoli vorrebbero fermarsi e risposare: è, ad esempio, la forza dei maratoneti o degli sciatori di fondo.
GLI SPORT IN CUI LA MENTE CONTA PIÙ DEI MUSCOLI - In molte discipline, la capacità di gestire lo stress, mantenere la concentrazione e prendere decisioni rapide è particolarmente determinante, e più importante della pura potenza muscolare. È il caso, ad esempio, delle discipline di precisione e controllo, in cui il minimo tremore o distrazione possono rovinare l'intera prestazione. Fanno parte di questo gruppo:
- Tiro a segno e tiro con l’arco: richiedono un controllo totale e assoluto dei propri pensieri, della respirazione e persino del battito cardiaco. Basta un piccolo tremore e uno scarto di pochi millimetri per mancare il bersaglio e vanificare mesi di allenamento.
- Golf: è definito a volte come un gioco di "gestione dell'errore", in cui è vitale la capacità di dimenticare un colpo sbagliato e rimanere calmi e concentrati. I tiri migliori sono quelli in cui il cervello arriva a produrre le “onde alfa” quelle del cosiddetto relax vigile, in cui il totale rilassamento del corpo è accompagnato all’attenzione della mente, in cui l’intuizione si accompagna alla fluidità motoria, indispensabile ad esempio per un buon putting (ovvero il colpo con cui si manda la pallina in buca).
- Biliardo, bowling e curling: qui la capacità di leggere il campo e la strategia contano molto più della forza applicata a ciascun colpo: ogni mossa deve avere esattamente la forza necessaria, né di più, né di meno.
La forza della mente è indispensabile anche negli sport di strategia e situazione, a cui appartengono ad esempio:
- Scacchi: sono considerati la disciplina mentale per eccellenza, in cui la lucidità e la forza del pensiero sono indispensabili per mantenere la lucidità per ore di calcolo e di strategia, in cui intuire le intenzioni dell’avversario prima delle sue mosse, e nascondere le proprie.
-Tennis: spesso viene descritto come una partita a scacchi che si disputa correndo. Si gioca senza pause, lasciando l’atleta solo con il peso dei propri pensieri, soprattutto nei momenti cruciali: quello che sa conservare meglio la lucidità di solito tende a prevalere.
- Scherma: è una sfida di riflessi e anticipazione mentale, in cui indurre l'avversario all'errore attraverso finte e tattica. Ogni assalto è innanzitutto un "duello mentale" in cui prevedere l’azione dell’avversario, reagire, magari fingere e poi colpire.
Ma le discipline in cui la forza della mente si dimostra in tutta la sua importanza sono quelle di resistenza e di situazioni estreme, come l’immersione in apnea, l’arrampicata, la maratona.
- L’apnea: qui l’atleta deve ignorare lo stimolo naturale che spinge a respirare: deve imparare a rilassarsi fino a rallentare volontariamente il metabolismo. È indispensabile mantenere la calma anche nelle situazioni estreme, esercitando un autocontrollo assoluto perché un solo momento di panico può compromettere la risalita e quindi l’incolumità.
- Alpinismo e arrampicata: la situazione è solo apparentemente opposta a quella dell’apnea. Anche qui la gestione della paura e la pianificazione millimetrica dei movimenti sono di importanza cruciale e ancora più critiche della forza delle dita con cui ci teniamo aggrappati.
- La corsa e la maratona: qui la mente è importante quanto le gambe: quando si raggiunge una certa quota di chilometri percorsi, è la forza di volontà a decidere se continuare, gestendo ritmo, stanchezza e capacità di soffrire. Chi sa dialogare efficacemente con se stesso arriva a tagliare il traguardo anche quando il corpo si sarebbe arreso da un pezzo.