Non interverremo in Iran nel caso in cui gli attacchi degli Stati Uniti saranno "limitati". A dirlo all'agenzia di stampa di Afp un funzionario rimasto anonimo di Hezbollah, l'organizzazione politica e militare islamista e antisionista, ritenuta la longa manus dell'Iran in Libano. La stessa fonte, però, ha sottolineato come la figura dell'ayatollah Khamenei rappresenti la "linea rossa" da non superare.
Smantellati depositi d'armi di Hezbollah in Libano -
L'esercito israeliano ha annunciato di aver individuato e smantellato depositi di armi, postazioni di osservazione e di tiro nel sud del Libano riconducibili a Hezbollah. Secondo l'Idf, i militari hanno effettuato diverse operazioni mirate per impedire il riarmo dell'organizzazione, localizzando anche alcuni lanciatori anticarro. Secondo l'esercito, i tentativi di Hezbollah di riarmarsi e la presenza di armi nell'area rappresentano una violazione evidente delle intese sul cessate il fuoco tra Israele e Libano.
"Massima pressione" degli Usa -
Intanto, gli Stati Uniti annunciano nuove sanzioni contro petrolio e armi iraniani alla vigilia dei colloqui a Ginevra, in quella che il dipartimento del Tesoro ha definito una strategia di "massima pressione". Le nuove misure prendono di mira oltre 30 individui, entità e imbarcazioni che facilitano "la vendita illecita di petrolio iraniano", nonché la sua produzione di armi. In particolare, le nuove sanzioni contro l'Iran colpiscono le "imbarcazioni della flotta ombra iraniana, che trasporta petrolio di Teheran verso i mercati esteri". Come affermato dal segretario al Tesoro Scott Bessent: "L'Iran sfrutta i sistemi finanziari per vendere petrolio illecito, riciclare i proventi, procurarsi componenti per i suoi programmi di armi nucleari e sostenere i suoi gruppi terroristici". L'amministrazione Trump, ha aggiunto, continuerà a esercitare "la massima pressione sull'Iran per colpire le capacità militari del regime e il suo sostegno al terrorismo".