
In Olanda è nato il nuovo governo e il neo premier ha, a modo suo, fatto la storia subito dopo aver terminato il giuramento. Si tratta di Rob Jetten che a soli 38 anni è diventato il più giovane primo ministro mai insediato nel Paese e il primo leader olandese dichiaratamente gay. Un passaggio di testimone che segna una nuova fase per l’Aia, dopo mesi di incertezza politica e trattative serrate. Il leader del partito Democratici 66, europeista convinto e paladino dei diritti civili, aveva ottenuto una vittoria a sorpresa alle elezioni del 22 ottobre, superando l'ultradestra di Geert Wilders, aprendo così una nuova fase politica per il Paese.
Il suo esecutivo nasce 117 giorni dopo le elezioni anticipate convocate in seguito alla caduta, nell’estate 2025, del governo guidato da Dick Schoof. Si tratta di un governo di minoranza, visto che la coalizione formata da Democratici 66 (D66), Appello Cristiano Democratico (Cda) e Partito Popolare per la Libertà e la Democrazia (Vvd) conta solamente 66 seggi su 150 alla Camera, numeri che impongono la ricerca di sostegni per approvare poi eventuali provvedimenti.
L'europeista che ferma l'avanzata dell'ultradestra, chi è Rob Jetten -
Nato nel 1987 a Vegel, nella provincia del Brabante settentrionale, la zona intorno a Eindhoven al confine col Belgio. Si è laureato in Scienze della Pubblica amministrazione all’Università di Nijmegen e ha intrapreso la sua carriera professionale nella ProRail, la società ferroviaria nazionale olandese, dove ha ricoperto incarichi da consulente e manager regionale. Ma la politica è sempre stata la sua strada: da tempo iscritto nella sezione giovanile del partito Democratici 66, è stato anche ministro per il Clima e l’Energia nel governo Rutte nel 2022, prima di essere nominato leader dei D66 l'anno successivo. Il suo successo è stato letto anche come un segnale di tregua rispetto all’avanzata delle forze più radicali in Europa, in particolare in Francia e Germania. Il nuovo premier arriva al vertice del governo dopo una lunga trattativa politica e in un momento delicato per i Paesi Bassi.
Obiettivi e reazioni dall’Europa -
Tra le priorità annunciate figurano un forte aumento della spesa per la difesa, con l’obiettivo di raggiungere il target Nato del 5% del Pil, e il proseguimento dei piani per ridurre le emissioni del potente settore zootecnico nazionale. Poco prima del giuramento, Jetten ha affidato ai social il senso della nuova responsabilità: "Orgoglioso di poterlo fare insieme. In una nuova fase, con grande responsabilità e soprattutto con una promessa condivisa di impegnarci per tutti nei Paesi Bassi. Non soffermandoci su ciò che non funziona, ma costruendo su ciò che può essere migliorato. Servono coraggio e collaborazione". Da Bruxelles è arrivato un segnale di apprezzamento. La presidente del Parlamento europeo Roberta Metsola si è congratulata con il nuovo premier, sottolineando la volontà di lavorare insieme per "un’Unione europea più forte", in un momento in cui l’assetto politico del continente resta in continua evoluzione.