altro SHOW dopo quello di san siro

Olimpiadi, cerimonia di chiusura tra il colto e il popolare | Spenti i bracieri di Milano e Cortina: il testimone passa alla Francia

La musica italiana grande protagonista all'Arena di Verona, dall'opera lirica ai successi pop. Sul palco, tra gli altri, Roberto Bolle con un'esibizione aerea, Gabry Ponte con l'italo-dance e l'elegante Achille Lauro

Dopo lo show inaugurale allo stadio San Siro di Milano, l'Italia ha offerto un altro grande spettacolo alla cerimonia di chiusura delle Olimpiadi invernali di Milano-Cortina 2026. L'evento, che si è tenuto nella splendida cornice dell'Arena di Verona, ha celebrato una volta di più l'italianità di questi Giochi, attraverso la bellezza, la cultura e la creatività del nostro Paese. Ripercorriamo passo passo l'intero show, che ha visto protagonisti - tra gli altri - Roberto Bolle, Gabry Ponte e Achille Lauro.

Una cerimonia storica -

 Per la prima volta nella storia, una cerimonia olimpica si è svolta all'interno di un monumento storico patrimonio dell'Umanità Unesco. E, sempre per la prima volta, il palcoscenico ha occupato l'intera superficie del parterre dell'Arena. Lo spettacolo - intitolato "Beauty in Action" e realizzato dall'agenzia creativa italiana Filmmaster - è cominciato con la proiezione di un corto girato tra gli arcovoli dell'Arena. La narrazione cinematografica ha visto il direttore di scena, interpretato dall'attore Francesco Pannofino, risvegliare i personaggi dell'opera lirica per prepararli ad andare sul palco. Tra loro figurano Rigoletto, Aida, Figaro, Alfredo e altri protagonisti del repertorio. I costumi dei personaggi operistici rappresentano vere e proprie opere d'arte concettuali, realizzati da Stefano Ciammitti, costume designer della cerimonia. Ogni costume, tra l'altro, è stato creato utilizzando materiali di recupero, per dare un messaggio di sostenibilità e valorizzazione della creatività italiana.

Il personaggio di Rigoletto ha fatto un po' da padrone di casa. Dalla pellicola cinematografica, ha fatto il suo ingresso sul palcoscenico reale sulle note di Libiamo ne' lieti calici, fungendo da raccordo narrativo. Al contempo, si sono alzati i primi fuochi d'artificio.

L'ingresso degli azzurri e della fiamma olimpica -

 Dopo un inizio nel segno dell'opera lirica, è toccato alla parte sportiva prendere il sopravvento nella cerimonia, con l'ingresso degli atleti azzurri che hanno portato all'Italia 30 medaglie, record storico. A guidarli i portabandiera Lisa Vittozzi e Davide Ghiotto. Poi è arrivata anche la Fiamma olimpica, portata dagli staffettisti di fondo De Zolt, Fauner, Albarello e Vanzetta, medaglie d'oro a Lillehammer 1994. E dopo di loro sono entrate le bandiere di tutte le delegazioni, accompagnate dai brani più celebri musica italiana.

Il tocco di pop che ha infiammato l'Arena -

 Prima i Calibro 35 hanno eseguito le grandi colonne sonore del cinema italiano, rendendo omaggio alla nostra tradizione cinematografica. Poi è stato il turno di Margherita Vicario e Davide Shorty, che sono entrati sul palco per un medley delle canzoni pop italiane più famose (Nessuno mi può giudicare, Se bruciasse la città, Sarà perché ti amo, Il cielo è sempre più blu, Maledetta primavera, È la vita la vita, Senza fine): un ponte tra generazioni insomma, celebrando la ricchezza del nostro patrimonio musicale. Questo momento particolarmente festoso con la musica pop ha dato un tono brillante alla cerimonia dopo una fase molto raffinata dedicata, come detto, all'opera lirica.

L'omaggio ai volontari e lo show di Gabry Ponte -

 Dietro al successo dei Giochi ci sono uomini e donne di ogni età che hanno scelto di donare il proprio tempo mettendosi a disposizione degli altri: nelle cerimonie, sui campi di gara, in tutti i cluster olimpici, lì dove anche la luce era più fioca e il freddo più intenso. Sono le volontarie e i volontari, che si è voluto omaggiare nel corso della cerimonia con un momento di grande coinvolgimento. Tra loro è comparso Mario Gargiulo, il più anziano, che aveva preso parte come volontario ai Giochi di Cortina '56. Per questo tributo è apparso in scena anche il dj Gabry Ponte con il famosissimo inno italo-dance Blue (Da Ba Dee). Un brano celebre del suo repertorio, trasformata in una challenge coreografica in questi giorni.

La grazia di Roberto Bolle e Joan Thiele -

 Uno dei momenti più spettacolari della serata è stato l'omaggio al territorio italiano con il "Water Cycle", che ha voluto rappresentare il viaggio dell'acqua dal ghiaccio delle Alpi alla Laguna veneta. Insieme ai ballerini si è esibito sul palco dell'Arena l'étoile internazionale Roberto Bolle, che è uscito dalla botola sul floor all'interno di un cerchio, e che - per la prima volta nella sua carriera - ha eseguito un'azione aerea. Il cerchio si è sollevato dal palco trasformandosi in un sole luminoso, simbolo di rinascita che ha illuminato l'Arena e, metaforicamente, l'intera Italia. Sul palco anche Joan Thiele con la chitarra, la cui voce ha accompagnato questa trasformazione poetica cantando un altro storico brano della musica leggera italiana: Il mondo di Jimmy Fontana.

L'ultimo atto -

 Dopo un altro, grandissimo momento artistico, è arrivato l'ultimo atto della cerimonia. La Bandiera olimpica è stata consegnata dai sindaci di Milano e di Cortina d'Ampezzo alla presidente del Comitato Olimpico Internazionale (Cio) Kirsty Coventry, che a sua volta l'ha consegnata ai presidenti delle sedi ospitanti dei prossimi Giochi olimpici invernali, Alpi francesi 2030. Il passaggio di consegne è stato accompagnato dalla Marsigliese, inno nazionale della Francia.

Le parole di Malagò -

 "Ben fatto, Italia. Hai mantenuto le tue promesse! Grandissima Italia, sei stata di parola!", ha affermato Giovanni Malagò, presidente della Fondazione Milano Cortina, prendendo la parola sul palco. "Alla cerimonia di apertura dissi che non ero mai stato così orgoglioso di essere italiano. Questa sera lo sono ancora di più. Permettetemi di dire 'Grazie' a tutti coloro che hanno lavorato instancabilmente per rendere tutto questo possibile e a tutti coloro che hanno creduto in noi. Siete una squadra vincente, siate orgogliosi della vostra impresa", ha detto. E poi ancora: "Una sola parola per l'Italia Team: meravigliosi! Le vostre prestazioni straordinarie, e il record nazionale di medaglie ai Giochi olimpici invernali, hanno unito gli italiani ovunque e contribuito in modo decisivo al successo dei Giochi". Malagò, infine, ha ringraziato "gli atleti, i veri protagonisti, le cui imprese eccezionali hanno illuminato le arene, ispirato tutti noi e scritto un capitolo indimenticabile nel grande libro dell'Olimpismo. Questa è stata, e resterà per sempre, la vostra edizione. Missione compiuta".

La chiusura ufficiale dei Giochi -

 Dopo Malagò, è toccato a Coventry prendere parola per decretare la chiusura ufficiale delle Olimpiadi: "Cari amici, dichiaro chiusi i Giochi olimpici invernali di Milano Cortina 2026. Secondo la tradizione, invito i giovani di tutto il mondo a riunirsi tra quattro anni nelle Alpi francesi, per celebrare con tutti noi i 26esimi Giochi olimpici invernali. Ci vediamo nel 2030". E ancora: "Spero che abbiamo ispirato generazioni in tutto il mondo con lo spirito olimpico. Ora che stiamo giungendo alla fine di questi Giochi, provo tantissime emozioni. Un po' di tristezza, sì. Ma anche tanto orgoglio e gratitudine". Il braciere nell'Arena si è infine spento in contemporanea con Milano e Cortina D'Ampezzo, sulle note della pianista veneziana Gloria Campaner.

Cala il sipario con Achille Lauro -

 Sembrava tutto finito, quando Rigoletto è tornato nuovamente in scena per un ultimo gran finale musicale con Major Lazer e Achille Lauro, chiudendo nelle scatole di scena scenografie, costumi e personaggi d'opera. Achille Lauro ha chiuso la cerimonia cantando Incoscienti giovani, il brano presentato al Festival di Sanremo 2025.

I politici presenti -

 Presenti alla cerimonia di chiusura il presidente del Consiglio Giorgia Meloni, il presidente della Camera Lorenzo Fontana e del Senato Ignazio La Russa, i ministri Matteo Salvini (Infrastrutture) e Andrea Abodi (Sport), il presidente della Lombardia Attilio Fontana, del Veneto Alberto Stefani e della Provincia autonoma di Trento Maurizio Fugatti. Nel parterre anche il presidente del Consiglio regionale del Veneto Luca Zaia.

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