L'ULTIMA TROVATA PER MANDARE IL CV

"Il tuo nome è nei file di Epstein": la mail (falsa) diventata virale

Uno studente ha inviato un messaggio di posta elettronica al capo di un'azienda scegliendo un oggetto "allarmante" per indurlo a cliccare. Dentro, le scuse per lo scherzo e la richiesta di un colloquio di lavoro

© X

Quante volte è capitato agli studenti universitari di dover "rincorrere" i professori che non rispondono alle mail. E quante volte è capitato di inviare un curriculum senza ricevere risposta, nemmeno un "grazie, le faremo sapere". Reduce probabilmente da queste brutte esperienze, uno studente del prestigioso Indian Institute of Technology Hyderabad ha pensato bene di inventarsi un escamotage per essere sicuro che quella mail, volente o nolente, venisse aperta. Così ha mandato il CV a un capo di un'azienda statunitense inserendo, nell'oggetto della mail, una frase tanto allarmante quanto falsa: "Il tuo nome è nei file di Epstein". Obiettivo raggiunto: il capo ha letto la mail. Ma, piccolo particolare, non l'ha presa affatto bene, e ha denunciato tutto sui social.

Cosa è successo -

 Il capo, Harshdeep Rapal - tra i fondatori dell'azienda statunitense, che ha sede a Wilmington (Delaware) - ha raccontato quanto accaduto su X, spiegando di aver ricevuto una mail con oggetto "Il tuo nome è nei file di Epstein". Il riferimento, ovviamente, è alla lista dei conoscenti, se non sodali, del finanziere pedofilo emersi dai file pubblicati dal dipartimento di Giustizia americano. Tra i tanti nomi illustri, quello di Rapal, imprenditore di origini indiane, non c'è.

Come scrivono Times of India e India Today, Rapal - allarmato - ha aperto la mail, rendendosi conto che si trattava solo di uno scherzo di cattivo gusto. O meglio, era una strategia per indurlo a cliccare e leggere il testo. "Buongiorno Harshdeep, stavo scherzando. Volevo solo che aprissi la mail", ammette subito lo studente nelle prime righe. Poi non perde tempo e chiede di poter avere un colloquio di lavoro, con tanto di CV allegato. Rapal non ha affatto apprezzato questo approccio, definendolo "inappropriato" e "poco professionale", e pubblicando su X uno screenshot della mail.

"Gente, per favore, non fatelo. Prendetevi un momento per riflettere. Nella nostra azienda si lavora seriamente: si chiede responsabilità e professionalità. Se la vostra primissima mail reca un messaggio di quel tipo, io non rispondo, e così fa la maggior parte dei capi d'azienda", ha sottolineato Rapal. "C'è una chiara differenza tra lavorare a un progetto universitario ed essere parte di una vera azienda. Capisco che la disperazione, a volte, possa portare le persone a usare approcci alternativi. Ma questo metodo non vi aiuterà di certo", ha concluso.

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