A "Verissimo" Noemi ripercorre il periodo in cui ha sofferto di derealizzazione, un’esperienza che l’ha profondamente segnata. "Ricordo che nel 2012, durante le prove di Sanremo, non vedevo bene", racconta. "Sono miope, quindi inizialmente pensavo fosse colpa delle lenti a contatto o della stanchezza. Poi, però, ho iniziato a tremare di notte. Dormivo con il mio compagno, ma una sera ho chiamato mia madre chiedendole di stare con me".
Parlando dei sintomi, la cantante — oggi 44enne — spiega quanto fosse destabilizzante quella sensazione: "Mi sembrava di essere scollegata dalla realtà, come se mi avessero tolto la parte di me che mi teneva ancorata al mondo. Era come vivere sotto una campana di vetro". In quel periodo, racconta, la sua casa discografica la portò due volte in pronto soccorso, tanto stava male.
Nonostante tutto, Noemi trovò la forza di salire comunque sul palco dell’Ariston: "Non volevo rinunciare a quell’occasione. Continuavo a ripetermi 'arrivi al microfono e canti'. Ricordo quelle scale interminabili e, una volta davanti al pubblico, mi concentravo solo sulla voce".
Ripensando a quel periodo, aggiunge: "Ci sono voluti anni per liberarmi da quelle sensazioni. All’inizio avevo paura di iniziare un percorso psicologico; pensavo di farcela da sola. Quando poi ho deciso di farmi aiutare, è stato incredibile: un rifiorire, una rinascita. Da lì ho capito che volevo cambiare molte altre cose della mia vita".