l'annuncio

Dazi globali Usa, Trump alza l'aliquota dal 10 al 15 per cento "con effetto immediato" | Tajani convoca task force del Sistema Italia

Il tycoon attacca la decisione della Corte suprema: "Ridicola, mal scritta e anti-americana"

© Ansa

Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha disposto l'innalzamento "immediato" dal dieci al 15 per cento dei dazi globali alle importazioni. La decisione, scrive Trump su Truth, segue l'analisi "approfondita, dettagliata e completa della ridicola, mal scritta e straordinariamente anti-americana" decisione adottata dalla Corte suprema. "In qualità di presidente degli Stati Uniti d'America, aumenterò con effetto immediato il dazio doganale globale del 10 per cento sui Paesi, molti dei quali hanno derubato gli Stati Uniti per decenni, senza alcuna ritorsione (fino al mio arrivo!) al livello massimo consentito e legalmente testato del 15 per cento", ha scritto Trump. Il tycoon ha quindi annunciato che "nei prossimi mesi" l'amministrazione determinerà i nuovi dazi, "legalmente consentiti". Sui dazi il vicepremier Tajani convoca per lunedì 23 febbraio la task force del Sistema Italia.

Tajani convoca la task force sui dazi del Sistema Italia -

 E' il prezzo dell'incognito probabilmente il più alto che il sistema imprenditoriale italiano si troverà a pagare nel prossimo futuro dopo la decisione della Corte suprema sui dazi e i rilanci del presidente Usa Donald Trump. Lunedì 23 febbraio l'appuntamento in video conferenza convocato dal vicepremier e ministro degli Esteri Antonio Tajani del tavolo sui dazi, di quel "Sistema Italia" che riunisce agenzie governative come Sace, Simest, Ice e Cdp e rappresentanze imprenditoriali.

Un incontro durante il quale, ha assicurato Tajani, "forniremo alle imprese tutte le informazioni direttamente dal Governo affinché possano regolarsi. Il nostro obiettivo è raccogliere informazioni e rassicurare le imprese esportatrici, permettendo loro di lavorare con la serenità di avere un governo che le accompagna".

Incertezza sul futuro -

 Compito non facile vista l'incertezza del prossimo futuro tra la sentenza della Corte suprema e i rinnovati annunci di dazi aggiuntivi, il nodo dei possibili rimborsi e l'effetto generale della situazione sui mercati. "Serve cautela e responsabilità. Gli Stati Uniti sono un grande, imprescindibile partner commerciale e un significativo partner politico dell'Europa", avverte il ministro delle Imprese e del made in Italy, Adolfo Urso rivendicando i successi dell'Italia esportatrice che a fine 2025 ha visto crescere le esportazioni del 3,3% e anche quelle nei confronti degli Usa - complice anche un certo effetto anticipo - del 7,2%.

Sulla stessa linea anche Simest. L'ad Regina Corradini D'Arienzo invita a "tenere la barra diritta" perché la crescita c'è e bisogna evitare il "maleficio" dell'incertezza che rallenta, posticipa e in alcuni casi azzera gli investimenti. "Con i dazi il danno era già fatto, non solo per le tariffe di per sé, ma per l'effetto che hanno avuto su tutto il commercio internazionale", sottolinea il presidente dell'Agenzia Ice Matteo Zoppas. "Ora dovremo capire diverse cose, - spiega - e non è detto che potremo avere subito tutte le indicazioni necessarie".

E se le previsioni dell'impatto dei dazi sul pil nazionale - (0,1%) nell'anno appena trascorso e fino a 0,5% quest'anno nello scenario acquisito fino a venerdì 20 febbraio - sembrano confermare la sostenibilità per l'industria italiana delle tariffe, ora i timori per la situazione che si è venuta a creare sono grandi. Un caos che per il presidente di Coldiretti Ettore Prandini può avere effetti pesanti sull'agroalimentare che già soltanto con la minaccia del 10% in più "rischiano una perdita di 750 milioni". "Per le aziende non c'è cosa peggiore dell'incertezza", ribadisce Cristian Camisa, presidente di Confapi. E non potendo trovare risposte l'attenzione torna sul cambio con l'euro: "La svalutazione del dollaro sta incidendo in maniera pari o superiore rispetto ai dazi".

Stessa la linea del presidente dell'Agenzia Ice e del vicepremier Tajani: "L'Europa sta valutando la portata della sentenza, specialmente per la parte dei risarcimenti. Ma sono più preoccupato del cambio euro-dollaro", dice tornando a chiedere esplicitamente che la Bce abbassi il costo del denaro. Alla luce della situazione, tutti concordano su un'indicazione: la diversificazione dei mercati, la strada sulla quale, grazie a quello che la presidente della Bce Lagarde ha definito un calcio nel sedere di Trump all'Europa, l'Italia e la Ue hanno già accelerato.

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