Indagini in corso

Napoli, si aggrava la posizione dei sei sanitari indagati per la morte del piccolo Domenico

Dovranno rispondere del reato di omicidio colposo. Intanto la salma del bimbo è stata sequestrata per procedere ad "accertamenti tecnici irripetibili"

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Con il decesso del piccolo Domenico avvenuta nelle ultime ore all'ospedale Monaldi di Napoli, si aggrava la posizione dei sei sanitari indagati i quali, in vista dell'autopsia che dovrebbe essere disposta a breve dalla Procura, dovranno ora rispondere del più grave reato di omicidio colposo al posto delle lesioni colpose gravi finora ipotizzate.

Due al momento le inchieste aperte: quella disposta dalla stessa azienda ospedaliera e di natura interna amministrativa, e quella della Procura di Napoli che vede i pm impegnati a verificare, passo dopo passo, tutti passaggi della vicenda per accertare se ci siano stati degli errori.

Sequestrata la salma -

 Gli inquirenti in queste ore hanno sequestrato la salma del piccolo Domenico. Come sottolineato dall'avvocato della famiglia, Francesco Petruzzi, "La salma sarà trasferita all'obitorio, prima ancora dell'autopsia andrà individuato il collegio della procura, tra medico legale e specialisti per gli accertamenti tecnici irripetibili. Utilizziamo questi termini, non parliamo di autopsia", ha spiegato. In merito al sequestro del cuore rivelatosi poi danneggiato il legale ha aggiunto: "la Procura lo decide, come difesa noi abbiamo fatto la richiesta".

Sull'inchiesta in corso, il legale ha poi aggiunto: "I nostri prossimi passi saranno andare a capire lunedì mattina con che modalità si svolgerà l'accertamento tecnico irripetibile e non è chiaro se sarà fatto dalla Procura o dall'ufficio gip, dobbiamo capire se come incidente probatorio è un accertamento disposto direttamente dalla Procura".

Legale famiglia: sconcertati da assenza chirurgo in ospedale a Napoli -

  Intanto, fa sapere l'avvocato della famiglia "il dottore, fino a ieri curante del piccolo Domenico e presente in tutte le ultime fasi della sua vicenda, stamattina non era neanche presente in ospedale a manifestare cordoglio alla famiglia. Siamo sconcertati dalla nota che abbiamo letto" - spiega Petruzzi. La difesa sottolinea che la rimozione dall'incarico è avvenuta solo il 20 febbraio spiegando che il dottore "è stato presente in tutte le fasi, partecipando anche alle riunioni dell'Heart Team e ha orientato tutte le decisioni cliniche sul bambino. Excusatio non petita, accusatio manifesta", ha concluso il legale.

I legali del cardiochirurgo "Fatto il possibile per salvare Domenico" -

 Per Alfredo Sorge e Vittorio Manes, legali del cardiochirurgo che il 23 dicembre ha operato il bambino, il medico "ha fatto il possibile per salvare Domenico".

"Di fronte al dramma del piccolo Domenico e al dolore della famiglia c'è solo cordoglio, commozione e profondo rispetto per la madre e i familiari - aggiungono. Come difensori attendiamo fiduciosi la ricostruzione degli eventi che gli inquirenti e gli accertamenti tecnici sapranno certamente offrire. Siamo convinti, in ogni caso, che il nostro assistito abbia fatto tutto ciò che era professionalmente doveroso e tutto quanto era umanamente possibile per salvare la vita del piccolo, lottando contro il tempo e i minuti".

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