È morto il piccolo Domenico, il bambino di appena due anni a cui era stato impiantato un cuore bruciato. Le sue condizioni erano peggiorate nelle scorse ore e all'alba all'ospedale Monaldi era arrivato anche il cardinale, don Mimmo Battaglia, che gli ha somministrato l'estrema unzione e ha pregato vicino ai genitori. Il decesso è avvenuto alle 9:20 di sabato. I sei sanitari indagati adesso dovranno rispondere di omicidio colposo. Il muscolo cardiaco sarà posto sotto sequestro in vista degli accertamenti medici, gli inquirenti hanno sequestrato la salma. Il premier Meloni ha espresso il suo cordoglio.
Tra giovedì e venerdì i funerali del piccolo Domenico -
Come ha riferito l'avvocato della famiglia Francesco Petruzzi, i funerali si terranno tra giovedì e venerdì. "La salma sarà trasferita all'obitorio, prima ancora dell'autopsia andrà individuato il collegio della procura, tra medico legale e specialisti per gli accertamenti tecnici irripetibili. Utilizziamo questi termini, non parliamo di autopsia", ha spiegato l'avvocato. In merito al sequestro del cuore rivelatosi poi danneggiato il legale ha aggiunto: "la Procura lo decide, come difesa noi abbiamo fatto la richiesta".
Sull'inchiesta in corso, il legale ha spiegato: "I nostri prossimi passi saranno andare a capire lunedì mattina con che modalità si svolgerà l'accertamento tecnico irripetibile e non è chiaro se sarà fatto dalla Procura o dall'ufficio gip, dobbiamo capire se come incidente probatorio è un accertamento disposto direttamente dalla Procura".
La reazione della madre - Davanti all'ospedale la madre del piccolo, Patrizia Mercolino, ha affermato di volere la verità: "Domenico se n'è andato, è diventato un angioletto, e io farò un modo che non sia dimenticato e poi faremo giustizia. Cosa chiedo alla giustizia? La verità". A chi le ha chiesto dove trova la forza per affrontare questo dramma e proseguire nella sua battaglia, la risposta è stata netta: "Me la dà mio figlio". La donna, davanti ai giornalisti, ha poi spiegato i suoi prossimi passi: "Ho deciso di creare una fondazione intitolata a mio figlio, Domenico Caliendo, per non dimenticarlo, ma anche con lo scopo di aiutare i bambini che hanno bisogno di un trapianto di cuore".
La famiglia annuncia una fondazione anti-truffe - Lunedì inizieranno i lavori per l'apertura di una fondazione che stia vicina ai bambini in attesa di un trapianto, voluta dalla famiglia, per evitare le truffe. Non mancano già, sul web, richieste di denaro e raccolte fondi per il piccolo Domenico, tutte false. "Ci sono tanti truffatori in azione, per piacere non fate bonifici che non siano sulla nostra fondazione ufficiale. È pericoloso", spiega l'avvocato della famiglia, Francesco Petruzzi. Il legale racconta di aver già ricevuto tantissime mail da tutta Italia nella quale diverse persone si offrono di dare un aiuto economico alla ma Patrizia Mercolino ha deciso di investire queste donazioni per la fondazione.
La nota dell'ospedale - "Con profondo dolore l’Azienda Ospedaliera dei Colli comunica che questa mattina, sabato 21 febbraio 2026, il piccolo paziente sottoposto a trapianto in data 23 dicembre 2025 è deceduto a seguito di un improvviso e irreversibile peggioramento delle condizioni cliniche. La Direzione Strategica, insieme a tutti i professionisti sanitari e non, esprime il più sentito cordoglio e si stringe con rispetto e commossa partecipazione alla famiglia in questo momento di immenso dolore".
Legali chirurgo indagato "Fatto di tutto per salvare Domenico" -
"Di fronte al dramma del piccolo Domenico e al dolore della famiglia c'è solo cordoglio, commozione e profondo rispetto per la madre e i familiari". Così i legali Alfredo Sorge e Vittorio Manes, difensori del dottore che ha operato il piccolo Domenico lo scorso 23 dicembre al Monaldi. "Come difensori - proseguono - attendiamo fiduciosi la ricostruzione degli eventi che gli inquirenti e gli accertamenti tecnici sapranno certamente offrire. Siamo convinti, in ogni caso, che il nostro assistito abbia fatto tutto ciò che era professionalmente doveroso e tutto quanto era umanamente possibile per salvare la vita del piccolo, lottando contro il tempo e i minuti".
Il cordoglio di Meloni - "L'Italia intera si stringe nel dolore per la scomparsa del piccolo Domenico, un guerriero che non sarà dimenticato. Alla mamma Patrizia, al papà Antonio e a tutti i suoi cari rivolgo, a nome mio e del Governo, il più sincero abbraccio e il più profondo cordoglio. Sono certa che le autorità competenti faranno piena luce su questa terribile vicenda", scrive su X il presidente del Consiglio, Giorgia Meloni.
La vicenda - Il 23 dicembre, era stato impiantato a Domenico un cuore danneggiato dal contatto col ghiaccio secco, utilizzato per il suo trasporto - da Bolzano - al posto del ghiaccio normale. Dopo giorni di attesa e di speranza per la possibilità di un secondo trapianto, un team di superesperti ha ritenuto che non ci sarebbero state le condizioni per operare nuovamente. L'organo è andato a un suo coetaneo, a Bergamo, che si trovava immediatamente dopo Domenico nella lista nazionale d'urgenza.
I sanitari, d'intesa con la famiglia del piccolo, avevano stabilito che non ci sarebbe stato un inutile accanimento terapeutico, ma solo la somministrazione di cure palliative. Perché ci si sia accorti delle condizioni del cuore nuovo solo dopo aver privato Domenico del suo cuore, malato ma funzionante, sarà uno dei punti cruciali da chiarire. Il piccolo da allora è stato sempre in terapia intensiva, tenuto in vita da una macchina, l'Ecmo: un macchinario per la respirazione e la circolazione extracorporea che lo aveva tenuto in vita dopo il fallito trapianto, ma il cui impiego così lungo gli aveva gravemente danneggiato gli organi interni. Questa mattina il triste epilogo.
Si aggrava la posizione dei sei sanitari indagati - Al momento, sono state aperte due inchieste: una dalla Procura di Napoli e una di natura interna amministrativa, disposta dalla stessa azienda ospedaliera napoletana. Al momento sono sei le persone che sono state indagate dai pm napoletani che vogliono verificare - passo dopo passo - tutta la filiera seguita per accertare se ci siano stati degli errori. Non si esclude uno sviluppo ulteriore dell'inchiesta. Si aggrava la posizione dei sei sanitari indagati: dovranno ora rispondere del più grave reato di omicidio colposo al posto delle lesioni colpose gravi finora ipotizzate. Gli inquirenti della VI sezione (sostituto procuratore Giuseppe Tittaferrante, procuratore aggiunto Antonio Ricci) hanno disposto il sequestro della salma del bimbo. Al termine dell'esame autoptico il muscolo cardiaco sarà posto sotto sequestro in vista degli accertamenti medici che verranno disposti dagli investigatori. La salma verrà trasferita nel secondo policlinico in attesa dell'esame.