DOPO LA CONDANNA PER ADULTERIO

Egitto, bloccata con la figlia: Nessy Guerra lancia una petizione per tornare in Italia

In attesa della sentenza sull'affido della figlia, la sanremese è di fatto bloccata dopo la denuncia dell'ex marito. Appello social: "Aiutatemi a liberare la mia bambina"

© Ansa

Oltre al "divieto" imposto dall'ex marito violento, Tamer Hamouda, a rendere ancora più difficile per Nessy Guerra e per la sua bambina di appena tre anni il rientro in Italia dall'Egitto è anche la condanna per adulterio del tribunale di Hurghada. Reato (così è considerato nel Paese nordafricano) che la 26enne sanremese sostiene di non aver commesso. Dietro all'inchiesta e al processo la denuncia dell'ex compagno, intenzionato a non far uscire dal Paese sua figlia.


Per questo, ora Guerra ha deciso di lanciare una petizione online per poter ritornare a Genova. In poche ore ha già raggiunto oltre 40mila firme. "Dobbiamo riuscire a raggiungere quante più adesioni - spiega la donna in un video sul suo profilo Instagram - da portare al ministro degli Affari esteri Antonio Tajani. Vi ringrazio di cuore per esserci vicini in questo periodo e per supportarci in questa battaglia. Aiutatemi a liberare mia figlia".

Guerra è stata condannata dai giudici egiziani a sei mesi, per adulterio: era stato proprio il marito a denunciarla. Una decisione che mette a rischio l'affidamento della piccola, visto che ad aprile è fissata una udienza. A Genova ci sono più procedimenti aperti nei confronti di Hamouda: maltrattamenti, sottrazione di minore, revenge porn per i video intimi che l'uomo ha depositato alle autorità egiziane proprio per fare accusare la donna di adulterio.

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