Quasi 200 miliardi di dollari di rimborsi in gioco e una stangata fra i 2.500 e i 3.000 miliardi per i conti pubblici americani. La decisione della Corte Suprema sui dazi di Donald Trump imposti in base all'International Emergency Economic Powers Act potrebbe aver un impatto significativo sull'economia statunitense, già in rallentamento alla fine del 2025 quando il pil è cresciuto solo dell'1,4%. Sono oltre mille le aziende che hanno fatto causa contro le tariffe di Trump e, con la decisione dei saggi, sperano ora di poter riavere indietro quelle pagate. Nel bollare come illegali i dazi, l'Alta Corte non è entrata nel merito dei rimborsi che saranno, secondo gli esperti, oggetto di contenzioso legale.
"Hanno impiegato mesi per scrivere la sentenza e non hanno neanche parlato dei rimborsi. Immagino che ci sarà un contenzioso di cinque anni", ha lamentato Trump, lasciando intravedere una dura battaglia per le aziende. La bocciatura della Corte Suprema mette a rischio anche i conti pubblici americani, facendo venire a mancare importanti entrate fiscali per ridurre il deficit.
In novembre il Congressional Budget Office - l'organismo indipendente chiamato a elaborare analisi economiche per il Congresso - aveva stimato che le entrate dai dazi avrebbero ridotto il deficit federale di almeno 2.500 miliardi fra il 2025 e il 2035. L'impatto sul debito sarebbe invece stato intorno ai 3.000 miliardi di dollari, inclusi anche i minori pagamenti degli interessi. Per l'agenda del presidente quindi un colpo pesante, che mette a rischio il raggiungimento di una delle principali promesse della sua campagna elettorale: rimettere in ordine i conti e ridurre quel deficit e quel debito che pesano sempre più come un macigno sull'economia.