Attori artificiali

La provocazione di Matthew McConaughey: “Tra 5 anni agli Oscar il premio per Miglior Film AI e Attore AI”

L'attore texano immagina un'Academy pronta a premiare l'Intelligenza artificiale, tra fascino e timori per il futuro del cinema

© Afp| Matthew McConaughey

Il divo hollywoodiano Matthew McConaughey, con la calma riflessiva che lo contraddistingue, ha lanciato una previsione destinata a scuotere Hollywood: entro 5 anni potremmo vedere agli Oscar categorie come "Miglior Film AI" e "Miglior Attore AI". Non solo una provocazione, ma una riflessione maturata in un momento storico in cui il confine tra umano e artificiale si fa ogni giorno più sottile.

L'attore premio Oscar per "Dallas Buyers Club" sa di cosa parla. Di recente ha tutelato legalmente la propria voce, la propria immagine e perfino il celebre slogan "alright, alright, alright", consapevole che l'intelligenza artificiale può replicare tutto, o quasi. Le sue parole, pronunciate durante un confronto pubblico con Timothée Chalamet al CNN & Variety Town Hall Event, hanno un peso significativo: quello di chi conosce l'industria dall’interno e ne percepisce le possibili crepe.

Una nuova categoria agli Oscar? -

 Secondo Matthew McConaughey, l'intelligenza artificiale "si insinuerà sicuramente nella nostra categoria". E la domanda che pone non è più fantascienza: l'Academy introdurrà un premio dedicato ai film o agli attori generati con l'AI? "Potrebbe essere così", ha detto, immaginando un futuro in cui le performance artificiali saranno talmente sofisticate da risultare indistinguibili da quelle umane.

Hollywood, però, resta divisa. I sindacati di attori e sceneggiatori guardano con sospetto a una tecnologia che rischia di smembrare posti di lavoro e figure creative. L'ipotesi più realistica, oggi, sembra quella di una sezione appositamente dedicata, un riconoscimento parallelo per opere realizzate con strumenti di intelligenza artificiale. Ma il grande interrogativo rimane: può un algoritmo replicare l’imperfezione, l'errore, il tremito che rendono viva un'interpretazione?

"Difendiamo il nostro spazio" -

 Matthew McConaughey non si limita alla previsione. Invita artisti e professionisti a "restare padroni del proprio spazio", a non subire passivamente l'ondata tecnologica. Nel dialogo con Chalamet, candidato all'Oscar per "Marty Supreme", ha immaginato un futuro in cui le star concederanno - o negheranno - l’uso digitale della propria immagine come vere e proprie agenzie di se stesse.

"La questione oggi è la realtà - ha osservato - È più nebulosa che mai. Emozionante, ma anche spaventosa”. Chalamet ha definito l'AI "la nostra guerra da combattere", sottolineando la responsabilità delle generazioni attuali nel proteggere quelle future. Forse gli Oscar non premieranno subito un attore fittizio. Ma il solo fatto che Matthew McConaughey ipotizzi lo scenario ad alta voce fa riflettere sul presente. Il cinema, ancora una volta, si trova davanti a un bivio: abbracciare l'innovazione o difendere l'anima umana che lo ha reso grande.

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