Un calo importante. Dopo l’altalena "al ribasso" (fino a novembre 2012), dopo la fase di stagnazione (tra dicembre e febbraio 2013), il crollo? A marzo l’andamento tendenziale della spesa nominale con carta è caduto del 2,8%. In attesa della pubblicazione della consumer confidence di aprile dell’Istat, i comportamenti d’acquisto non si giovano del clima di stallo politico-istituzionale determinato dai risultati delle ultime elezioni e dalle reazioni ad essi seguite da parte delle neo elette compagini parlamentari.
Vero è che ci si confronta con un marzo 2012 particolarmente positivo (+9%) a causa di meteo favorevole e fiducia in espansione, vero è che il clima meteo di quest’anno non induce certo a cambi del guardaroba o a gite fuoriporta, vero è che neanche il calendario gioca a favore: si stima che il maggior numero di giorni festivi abbia impattato per circa un punto e mezzo in meno in volumi di spesa.
Considerando anche questi fattori, le nostre previsioni quantitative inducevano ad aspettarci un -1,8%, un punto in meno, tuttavia, di calo rispetto a quanto realizzato. La perdita di volumi è pressoché completamente conseguita nel canale fisico: qui la contrazione raggiunge un significativo -5,4%, contro il +14,6% dell’online. Proprio l’Abbigliamento riceve un ulteriore colpo dal ritardo della stagione primaverile, con un -23% mese su mese e cali in tutti i comparti.
La novità, certamente non positiva, è che accanto ai beni fisici, ormai storicamente in difficoltà, vediamo accentuati segni meno per voci come Viaggi e Trasporti (-4,5%), Alberghi e Ristoranti (-4,8%), Informatica, Beni e Servizi Professionali (-2,3%). In particolare, nel mese che comprende la settimana Pasquale, sorprende osservare diminuzioni nelle voci turistiche. In particolare spiccano il -8,1% nei carburanti e il -2,3% nelle Linee Aeree, mentre restano positive le Agenzie Viaggio (+3%) e soprattutto cresce la bigliettazione non aerea (+11,1%), suggerendo, nel forte calo generale, uno spostamento verso soluzioni a budget più contenuto.
Un ulteriore segnale di attenzione proviene dai comportamenti di acquisto/consumo alimentare. Sembra infatti accentuarsi la sostituzione, già rilevata nel corso del 2012, da spesa per consumi fuori casa (Ristoranti: -4,6%) a spesa per consumi in casa (Alimentari: +7,0%). Se così fosse si confermerebbe l’inversione di un trend pluridecennale, costitutivo dell’evoluzione dei comportamenti di consumo di questo Paese. Anche il consumatore attende che gli sia restituito un governo dell’economia.