il bollettino medico

Bimbo trapiantato con cuore danneggiato, l'ospedale: "Condizioni in rapido peggioramento"

Al Monaldi di Napoli stop all'accanimento terapeutico dopo confronto tra medici e famiglia per definire un percorso che metta al centro la dignità e la riduzione della sofferenza del piccolo

"Nelle ultime 12 ore, le condizioni cliniche del paziente hanno registrato un ulteriore, progressivo e rapido peggioramento". Lo rende noto l'ospedale Monaldi di Napoli nel bollettino medico sulle condizioni del bimbo cui due mesi fa è stato trapiantato un cuore danneggiato. Intanto, stop all'accanimento terapeutico ma l'Ecmo non sarà staccato dopo la riunione sulla nuova terapia che ha visto al tavolo il pool dei medici dell'ospedale, il medico di fiducia della famiglia, la madre e il suo avvocato per affrontare nel dettaglio l'alleviamento delle sofferenze.

Stop all'accanimento terapeutico -

 Nella riunione con i medici del Monaldi, il dottor Luca Scognamiglio, medico legale delegato dalla famiglia, e la madre del piccolo paziente, nell'ambito del percorso di Pianificazione Condivisa delle Cure, l'azienda ospedaliera rende noto di aver proposto "una serie di interventi volti a evitare la somministrazione di terapie non più utili alla condizione clinica del piccolo paziente. Un percorso, dunque, finalizzato a scongiurare il rischio di accanimento terapeutico".

In accordo con la famiglia e con il medico legale da essa nominato, al paziente "saranno somministrate esclusivamente terapie strettamente salvavita, nell'ambito di un percorso orientato a una progressiva de-escalation degli altri interventi terapeutici". Non si tratta di eutanasia.

 Secondo quanto si apprende da fonti ospedaliere, al bambino non sarà staccato l'Ecmo – la macchina che ossigena il sangue e sostiene la funzione cardiaca – perché un secondo dopo si rischia la morte. Verranno invece eliminate altre terapie ritenute non necessarie. Per Domenico non è possibile un nuovo trapianto di cuore.

Il trapianto e le prime complicazioni -

 La vicenda di Domenico è iniziata con un trapianto di cuore eseguito a Napoli. Subito dopo l'intervento erano però emerse gravi complicazioni: il cuore trapiantato risulta danneggiato e non in grado di garantire un'autonoma funzionalità. Il piccolo è stato così collegato all'Ecmo, un supporto meccanico fondamentale per mantenerlo in vita. Le condizioni appaiono da subito critiche e il quadro clinico si aggrava nelle ore successive all’operazione.

La battaglia della famiglia -

 La famiglia ha chiesto chiarezza sulle responsabilità e sulle condizioni dell'organo trapiantato. Nel frattempo, i medici hanno escluso la possibilità di un secondo trapianto, spiegando che le condizioni del bambino non consentono un nuovo intervento chirurgico così invasivo. Nelle ultime ore la famiglia ha chiesto l'avvio di un percorso finalizzato ad alleviare le sofferenze del piccolo. La decisione arriva dopo giorni di confronto serrato tra sanitari e familiari. Il punto centrale resta il mantenimento dell'Ecmo: il macchinario non verrà disattivato, poiché rappresenta l'unico sostegno vitale immediato. Saranno però sospese le terapie considerate sproporzionate o non più utili, nel rispetto della volontà dei genitori e delle valutazioni cliniche.

Ti potrebbe interessare