Fabrizio Moro torna alla musica a quattro anni di distanza da "Barabba" con il nuovo disco "L'inizio", che uscirà il 30 aprile. Lanciato dal Festival di Sanremo nel 2007 col tormentone "Pensa", Fabrizio oggi dice a Tgcom24 di esser riuscito a creare il "disco perfetto" e lontano dalle major, grazie anche ai soldi dei diritti di "Sono solo parole" scritta per Noemi. "Parlo molto di me e delle mie fragilità", confessa.
Come mai quattro anni di silenzio?
In questi quattro anni ho riflettuto molto e ho capito che volevo creare, secondo il mio punto di vista, il disco perfetto. Non sono per fare le cose in fretta e ho passato un periodo in cui ero totalmente assente da tutto. Mi veniva da vomitare appena guardavo la chitarra. Insomma rifiutavo qualsiasi logica di canzone da mainstream.
Poi cosa è successo?
Scrivo e canto da quando avevo 15 anni, la mia è una passione vera, allora ho deciso di ripartire da zero. Mi sono messo "alla ricerca" del pezzo e ho scritto "Sono solo parole" per Noemi. Poi ho avuto l'opportunità di lavorare a un disco ma come lo volevo fare io.
Soddisfatto del risultato?
E' il mio disco più esistenziale, parla di me delle mie fragilità e delle paure che ho affrontato.
Però canti anche della società di oggi in "L'Italia è di tutti"...
Vero. Ma è più una canzone di un padre per un figlio. Queste facce che vediamo in giro stanno facendo di tutto per toglierci l'amore per il nostro Paese e la speranza. Per le generazioni future e per tutti noi è bene che questo non accada. Dobbiamo essere determinati in questo.
Perché sulla copertina del disco c'è un bimbo nudo?
E' mio figlio (ride, ndr) su una strada che scruta verso l'orizzonte. Mi sembrava un bel segnale e un atto d'amore per lui e per tutte le generazioni future.
Dopo il successo di "Sono solo parole" per Noemi e "La mia felicità", contenuto nel nuovo disco di Emma, prevedi altre collaborazioni?
Ho scoperto che mi piace da pazzi scrivere per altri. Anzi, specifico, sono canzoni che avevo scritto per me ma che presto e non regalo (ride, ndr). Comunque sì, continuerò anche la mia attività di autore mi soddisfa parecchio.