Deficit pesante

Sicurezza, il comandante dei carabinieri Luongo: "Mancano 10.200 unità, l'operatività è condizionata"

Si valuta l'introduzione di una nuova figura, il "carabiniere ausiliario della riserva volontaria", per cercare di alleviare la mancanza

© Ansa

La carenza di personale nell’arma dei carabinieri raggiunge quasi le 10.200 unità, pari a circa l’8,5% dell’organico previsto per garantire adeguata sicurezza. A segnalarlo è stato il comandante generale Salvatore Luongo durante l’inaugurazione dell’anno accademico della Scuola ufficiali carabinieri a Roma. Una situazione definita grave, che incide direttamente sull’attività operativa e sul carico di lavoro dei reparti, già elevato e in crescita. "Questo deficit condiziona le unità operative di tutte le organizzazioni funzionali, chiamate oggi a sostenere un carico di lavoro che, come abbiamo visto, è già molto rilevante e in tendenziale crescita" ha detto Luongo. Dunque, la riduzione degli organici si riflette sulla gestione quotidiana del servizio e sull’efficienza complessiva, rendendo necessario individuare soluzioni per garantire continuità operativa e presenza sul territorio.

Una possibile risposta: la riserva volontaria -

 Tra le ipotesi allo studio c’è l’introduzione della figura del "carabiniere ausiliario della riserva volontaria", pensata per affiancare il personale in servizio con costi più contenuti. L’idea, ha spiegato Luongo, non intaccherebbe le capacità assunzionali legate al turn over e potrebbe essere accompagnata anche da richiami temporanei in servizio in situazioni di emergenza. Il comandante generale ha inoltre sottolineato che l’arma sta valutando modelli già adottati in altri Paesi, in particolare nell’ambito delle gendarmerie estere, per individuare soluzioni integrative in grado di rafforzare l’organico senza incidere sui meccanismi ordinari di reclutamento. L’obiettivo è disporre di personale aggiuntivo e flessibile, capace di intervenire quando necessario e sostenere le attività operative sul territorio.

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