Ai fornelli

In cucina: come assaggiare i piatti senza guastarsi l'appetito e la linea

I piccoli accorgimenti per limitare la quantità di ciò che mangiamo mentre prepariamo un piatto

© Istockphoto

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Assaggiare i piatti mentre si cucina è fondamentale per accertarsi della buona riuscita di una ricetta, ad esempio per controllare una giusta regolazione di pepe e sale, o per verificare il grado di cottura di una vivanda. Purtroppo, spesso non ci si limita a un assaggio minuscolo, ma si arriva a un intero boccone. Se poi siamo affamati, è molto difficile trattenersi dal piluccare tutto quello che capita, specie se abbiamo a portata di mano pezzetti di formaggio, grissini, fettine salumi invitanti e saporiti. Il piccolo assaggio si trasforma così in un vero e proprio spuntino che finisce per ripetersi a ogni fase di preparazione di una vivanda, guastando l’appetito prima del pranzo e facendo accumulare una quantità di calorie di cui non siamo consapevoli. Come fare allora a testare i nostri piatti e senza perdere la fame e la linea?

CUCINARE QUANDO SI È AFFAMATI – L’ideale, quando ci si mette davanti ai fornelli, è essere in pace con lo stomaco; le tentazioni saranno ridotte al minimo e si limiteranno all’assaggio necessario a verificare la corretta preparazione e l’equilibrio dei diversi sapori. Dato che non sempre le cose vanno così, facciamo almeno attenzione a ciò che ingurgitiamo mentre, ad esempio, sorvegliamo la cottura della pasta: alzi la mano chi sa resistere all’attrazione di un paio di grissini, o di un cubetto del formaggio appena acquistato o del cucchiaio di maionese appena preparata. Non ci sarebbe niente di male se questo non ci rovinasse l’appetito e, alla lunga, anche la linea. Quando poi si comincia a piluccare, è difficile riuscire a fermarsi. Questo avviene perché, se mangiamo mentre siamo assorbiti da un’altra attività, non percepiremo come “pasto” il cibo che stiamo assumendo, e soprattutto non saremo consapevoli delle reali quantità che abbiamo effettivamente messo in bocca. Riusciremo a fermarci solo a costo di un notevole sforzo di volontà, non prima del momento in cui raggiungiamo il senso di sazietà. L’abitudine molto comune di mangiucchiare mentre si preparano pranzo e cena può contribuire ai cosiddetti apporti calorici invisibili della giornata e alla fine pesare anche notevolmente sulla bilancia. Tanti piccoli spuntini, infatti, possono sommare più calorie di un intero pasto, senza però essere altrettanto equilibrati e trasmetterci lo stesso senso di soddisfazione.  

PICCOLE STRATEGIE ANTIFAME – Ci sono alcune cose che possiamo fare per evitare di cadere nella tentazione di piluccare tutto quello che ci capita sottomano mentre prepariamo la cena per la famiglia. Se stiamo seguendo un regime dietetico stretto, l’ideale sarebbe delegare a qualcuno il compito di preparare i pasti, specie se ci portano a maneggiare cibi deliziosi e per noi proibiti. Se questo non è possibile, possiamo almeno dedicarci a uno spuntino sano prima di metterci al lavoro, a base di qualche alimento previsto dal nostro menù giornaliero. Se poi lo stomaco continua a reclamare, possiamo ingannarlo con un grande bicchiere d’acqua o con una tisana calda non zuccherata: il liquido riempirà lo stomaco, almeno per breve tempo, consentendoci di approntare le vivande per la famiglia senza troppe tentazioni. Anche se non stiamo seguendo una dieta, può essere utile tenere a portata di mano qualche cosa di sano e di leggero da sgranocchiare, in modo da dare soddisfazione al desiderio di mettere qualcosa in bocca senza cedere a un apporto calorico eccessivo: vanno bene verdura cruda, qualche foglia di insalata o qualcosa che ci dia la sensazione di sgranocchiare, attività che attiva più in fretta il senso di sazietà. Sono invece da evitare i cibi troppo grassi, come le fette di salame, i formaggi e i prodotti da forno come pane, crackers e grissini.

ASSAGGIARE SENZA ROVINARSI LA LINEA – Per assaggiare un piatto senza eccedere con le calorie ci sono poi alcuni accorgimenti che si possono adottare con facilità. Ad esempio:
 - Tecnica dei due cucchiai. Utilizzare un cucchiaio per prelevare la quantità di cibo da assaggiare e, da questa dose prelevare una piccola quantità con un secondo cucchiaio più piccolo per l’assaggio: il primo cucchiaio rimarrà pulito e potrà essere rimesso nella pentola, mentre si metterà in bocca solo il secondo, preservando l’igiene della pietanza e la quantità di cibo mangiato.
- Utilizzare la punta di un cucchiaino piccolissimo o solo la punta del dito mignolo (dopo aver ben lavato le mani), per prelevare il cibo (ad esempio una salsa). Anche in questo modo si riduce la quantità di cibo portato alla bocca.
- Assaggiare solo nei momenti giusti. Inutile controllare il gusto continuamente, è sufficiente limitarsi ai momenti determinanti, come quello della salatura e per verificare la cottura.  
- Usare gli altri sensi. La cottura di un cibo si può determinare anche dal profumo che si sprigiona al momento quando è perfettamente cotto, o dal colore dorato o dalla consistenza che possiamo verificare al tatto.
- Limitare l'uso di pane. non è necessario accompagnare ogni assaggio con fette di pane o con altre salse, che aggiungono calorie inutili.
- Le spezie sono meglio del sale. Le erbe aromatiche sono meglio del sale per esaltare il sapore di un piatto e senza bisogno di assaggiare continuamente per correggere il gusto.
- Porzione più piccola se hai assaggiato molto. Se poi ci siamo lasciati andare ad assaggi ripetuti,  cerchiamo di ridurre la porzione che ci mettiamo davanti a tavola, per compensare quello che abbiamo mangiato prima.