Una foto su Instagram accompagnata da una breve descrizione: "Senza parole". Così Gigi D’Alessio ha dato la notizia della morte di Vincenzo D’Agostino, una leggenda della musica italiana e autore di alcuni tra i brani più popolari del repertorio neomelodico e pop napoletano. Lo storico paroliere, che lottava da tempo contro un cancro ai polmoni, è morto a causa di un arresto cardiaco.
Una carriera costellata di successi -
Nato a Napoli nel 1961, D’Agostino era soprannominato "il Mogol dei neomelodici". In oltre quarant’anni di attività ha scritto più di 3.600 canzoni, per un totale di oltre 20 milioni di copie vendute nel mondo.
La svolta è arrivata nel 1991 proprio con l’incontro con D’Alessio: una collaborazione durata fino al 2005 e diventata storica, con brani come "Non dirgli mai", "Mon Amour", "Annarè" e "Cient’anne". Nel tempo ha firmato canzoni anche per Mario Merola, Nino D’Angelo, Sal Da Vinci, Anna Tatangelo e Gigi Finizio.
Tra gli ultimi grandi lavori, arrivato in cima alla classifica degli streaming italiani, "Rossetto e caffè" interpretato da Sal Da Vinci.
Il ricordo dei colleghi -
Numerosi i messaggi di cordoglio. Annalisa Minetti ha ricordato l’autore sottolineando l’onore di aver inciso un suo brano e il recente incontro a Napoli. Commovente anche il saluto di Sal Da Vinci, che lo ha definito "il poeta dell’amore", ringraziandolo per aver dato voce alla sua musica.
D’Agostino lascia un patrimonio enorme di testi entrati nell’immaginario popolare: parole semplici, sentimentali e dirette che hanno accompagnato generazioni di ascoltatori. Oggi quelle canzoni restano la sua eredità più concreta, una voce destinata a continuare a vivere nelle melodie che ha contribuito a rendere immortali.