l'istituzione che decide la politica monetaria

Bce, cos'è e come funziona la Banca centrale europea

La guida completa all'istituzione che governa l'euro e la politica monetaria di 20 paesi

© Sito ufficiale

La Banca centrale europea è il cuore del sistema monetario dell'Eurozona. Fondata nel 1998 e con sede a Francoforte, stabilisce i tassi di interesse, controlla l'inflazione e vigila sulla stabilità finanziaria di tutti i paesi che hanno adottato l'euro. Capire come è fatta, chi la guida e cosa fa concretamente è utile per chiunque voglia orientarsi nell'economia europea.

Chi ha fondato la Bce e quando? -

 La Bce è stata istituita il 1° giugno 1998, con l'entrata in vigore del Trattato di Maastricht. Ha sostituito l'Istituto monetario europeo (Emi, European Monetary Institute), che aveva preparato il terreno per l'adozione della moneta unica. L'euro è entrato in circolazione il 1° gennaio 1999 per le transazioni finanziarie e nel 2002 come moneta fisica. Oggi la Bce è parte del Sistema europeo di banche centrali (Sebc, European System of Central Banks – Escb), che comprende le banche centrali di tutti i paesi Ue, anche quelli che non hanno adottato l'euro.

Com'è composta la Bce? La Bce ha tre organi decisionali principali. Il Consiglio direttivo (Governing Council) è il più importante: è formato dai sei membri del Comitato esecutivo più i governatori delle banche centrali dei 20 paesi dell'Eurozona. Il Comitato esecutivo (Executive Board) è composto dal presidente, dal vicepresidente e da altri quattro membri, e si occupa della gestione ordinaria. Il Consiglio generale (General Council), invece, include anche i governatori dei paesi Ue che non usano l'euro, ma ha un ruolo consultivo e limitato.

Come vengono scelti i vertici della Bce? -

  I membri del Comitato esecutivo sono nominati dal Consiglio europeo, cioè dai capi di stato e di governo dei paesi Ue, su raccomandazione del Consiglio dell'Ue e dopo aver sentito il Parlamento europeo e il Consiglio direttivo della Bce stessa. Devono essere personalità di riconosciuta autorevolezza nel campo monetario o bancario. I governatori delle banche centrali nazionali, invece, vengono nominati secondo le regole di ciascun paese membro.

Quanto dura il mandato dei vertici? -

  Il presidente e gli altri membri del Comitato esecutivo restano in carica otto anni, senza possibilità di rinnovo. Questa regola serve a garantire l'indipendenza dell'istituzione dalle pressioni politiche. I governatori delle banche centrali nazionali hanno invece un mandato minimo di cinque anni, rinnovabile secondo le norme del loro paese. L'attuale presidente è Christine Lagarde, in carica dal novembre 2019 e secondo rumors di stampa, potrebbe lasciare i vertici dell'Eurotower prima della scadenza naturale, benché l'istituzione abbia finora smentito tale scenario.

Cosa fa concretamente la Bce? -

  Il compito principale della Bce, stabilito dall'articolo 127 del Trattato sul funzionamento dell'Ue, è mantenere la stabilità dei prezzi nell'Eurozona, con un obiettivo di inflazione vicino ma inferiore al 2% nel medio periodo. La Bce ha poi il compito di sostenere le politiche economiche generali dell'Unione, come lo sviluppo sostenibile dell'Europa. Per farlo, fissa i tassi di interesse ai quali presta il denaro alle banche centrali nazionali, interviene sul mercato dei cambi e promuove il regolare funzionamento dei sistemi di pagamento.

Gestisce inoltre le riserve ufficiali in valuta estera dei paesi dell'area euro, con l'obiettivo di garantirne liquidità, sicurezza e rendimento. Dal 2014 svolge anche la funzione di supervisione bancaria, controllando direttamente le banche più grandi dell'area euro attraverso il Meccanismo di vigilanza unico (Mvu, Single Supervisory Mechanism – Ssm). Infine, spetta alla Bce il diritto esclusivo di autorizzare l'emissione di banconote nell'Eurozona, anche se sono poi le banche centrali nazionali a provvedere materialmente alla loro messa in circolazione e al loro ritiro.

Chi siede oggi al tavolo della Bce e chi conta di più? -

  Il Comitato esecutivo in carica vede Christine Lagarde (Francia) alla presidenza e Luis de Guindos (Spagna) come vicepresidente.

Gli altri quattro membri sono Frank Elderson (Paesi Bassi), Philip Lane (Irlanda), Piero Cipollone (Italia) e Isabel Schnabel (Germania). Nel Consiglio direttivo, dove siedono anche i governatori delle 20 banche centrali nazionali, il peso formale di ogni paese è uguale: un voto a testa. In pratica, però, i paesi più grandi — Germania, Francia, Italia e Spagna — esercitano un'influenza maggiore, sia per il peso delle loro economie sia per la tradizione di esprimere figure di primo piano. La Bundesbank tedesca, in particolare, ha storicamente orientato la cultura della Bce verso la priorità della stabilità dei prezzi e la prudenza sui tassi. Oggi la voce più ascoltata su questo fronte è proprio quella di Isabel Schnabel, considerata tra i membri più influenti del board. L'Italia è rappresentata nel Consiglio direttivo anche da Fabio Panetta, già membro del Comitato esecutivo fino al 2023 e oggi governatore della Banca d'Italia.

Quando la Bce ha fatto la differenza? -

  Ci sono almeno tre momenti in cui l'intervento della Bce ha cambiato il corso degli eventi. Il primo è il 2012, nel pieno della crisi del debito sovrano: i mercati speculavano contro i titoli di stato di Italia, Spagna e Grecia, e l'euro sembrava sull'orlo della rottura. Fu allora che il presidente Mario Draghi pronunciò la frase destinata a passare alla storia: "Nell'ambito del nostro mandato, la Bce è pronta a fare tutto il necessario per preservare l'euro. E credetemi: sarà abbastanza." L'espressione passata agli annali è "whatever it takes" — a ogni costo — e fu sufficiente a calmare i mercati, senza che la Bce dovesse spendere un euro.

A questo seguì, nel 2015, il lancio del Quantitative easing (Qe): un programma di acquisto massiccio di titoli pubblici e privati per contrastare la deflazione, che favorì soprattutto i paesi del Sud Europa più in difficoltà, Italia in testa.

Il terzo momento decisivo è il 2020, con la pandemia da Covid-19. L'inizio fu però segnato da una gaffe della nuova presidente Christine Lagarde, che dichiarò: "Non siamo qui per ridurre gli spread, non è la funzione della Bce." La frase provocò il crollo della borsa di Milano, che perse il 17% in un solo giorno, e fece salire gli spread di tutti i paesi del Sud Europa. Lagarde si scusò rapidamente e la Bce varò il Pepp (Pandemic Emergency Purchase Programme, Programma di acquisto per l'emergenza pandemica), dotato inizialmente di 750 miliardi di euro — a cui si aggiunsero i 120 miliardi già annunciati il 12 marzo — per un totale che avrebbe raggiunto 1.850 miliardi entro la fine del programma. Un intervento che contribuì a stabilizzare i mercati e a limitare i danni economici del lockdown.