ISPETTORI DEL MINISTERO AL MONALDI

Cuore danneggiato, il comitato di esperti dice no a un nuovo trapianto per il bimbo | Mamma "rassegnata all'idea che il figlio non ce la farà"

Come spiegato dal team, le condizioni del piccolo non sono compatibili con un altro intervento. L'organo andrà a un altro bambino in lista d'attesa. L'avvocato: "Non abbiamo motivo di contraddire gli esperti"

Il gruppo di esperti riunito al Monaldi di Napoli ha fornito parere negativo sull'ipotesi di dare un nuovo cuore al bimbo di due anni e mezzo ricoverato da quasi due mesi nella struttura sanitaria partenopea, dopo un trapianto fallito presumibilmente a causa degli errori nel trasporto dell'organo. "Le condizioni del bambino non sono compatibili con un nuovo trapianto", sono le parole esatte che i medici provenienti dalle principali strutture sanitarie del Paese che si occupano di trapianto di cuore pediatrico hanno scelto per chiudere nel modo più drammatico la vicenda del piccolo, vittima di un caso di malasanità tutto da ricostruire e accertare, e che ha visto l'intervento in prima persona anche del premier Giorgia Meloni. Intanto Francesco Petruzzi, l'avvocato della famiglia, fa sapere che "la mamma è rassegnata all'idea che il figlio non ce la farà. Glielo hanno detto gli esperti. Non abbiamo motivi di contraddirli".

L'Azienda Ospedaliera dei Colli ha fatto sapere che si è trattato di "un confronto collegiale che ha consentito una valutazione condivisa quanto più completa e ampia possibile. Alla luce delle valutazioni effettuate al letto del paziente e sulla base degli ultimi esami strumentali, si è stabilito che le condizioni del bambino non sono compatibili con un nuovo trapianto. La Direzione Strategica ha provveduto a informare il Centro Nazionale Trapianti ed esprime la più sincera vicinanza alla famiglia, prontamente informata, in questo momento così difficile".

Il nuovo cuore sarà destinato a un altro bimbo in lista d'attesa -

 Il cuore che il piccolo di due anni non può ricevere sarà espiantato dal donatore entro la nottata del 18-19 febbraio, ha detto all'Ansa Carlo Pace Napoleone, direttore della Cardiochirurgia pediatrica dell'ospedale Regina Margherita di Torino e membro del Comitato di esperti che si è espresso sul caso del piccolo. Il cuore sarà destinato a uno degli altri due soli bambini compatibili che, come il piccolo di Napoli, sono in lista urgente di attesa per il trapianto.

Già poche le speranze -

 Come anticipato da Francesco Petruzzi, legale della famiglia, le speranze di riuscita di un nuovo intervento erano stimate in appena il 10%, quando sembrava che ci fosse un organo disponibile e compatibile con il piccolo: "Sappiamo che il bimbo del Monaldi è in una lista con altri tre bambini che aspettano il trapianto, ma lui nel suo gruppo sanguigno è il primo nella lista. Mi è stato riferito ieri sera da uno dei medici che l'unico disposto a operare di nuovo il bambino è il cardiochirurgo che aveva già operato il piccolo. La mamma su questa scelta è d'accordo. Ci dicono che c'è un 10% di possibilità di riuscita dell'operazione. Nessuno degli altri chirurghi, mi hanno detto, presenti oggi, sarebbe disponibile a partecipare all'operazione".

Arrivati gli ispettori del ministero -

 All'ospedale Monaldi sono anche arrivati gli ispettori inviati dal ministero della Salute per acquisire tutti i documenti relativi alla vicenda del cuore danneggiato trapiantato al bambino di Napoli. Dopo l'acquisizione della documentazione a Napoli, si sono trasferiti all'ospedale di Bolzano per acquisire altro materiale documentario.

Sei indagati -

 Al momento sono iscritti nel registro degli indagati sei tra chirurghi, medici e paramedici della struttura napoletana che hanno preso parte all'espianto dal donatore, al confezionamento dell'organo, al trasporto e al successivo trapianto avvenuto all'ospedale Monaldi. Sono già stati acquisiti atti, documenti e cartelle cliniche. Nel corso degli accertamenti è stato sequestrato anche il box frigo con il quale è stato trasportato il cuore. Nel precedente trapianto non andato a buon fine, il cuore fu trasportato a bordo di un contenitore di vecchio tipo, malgrado il Monaldi disponga dei box tecnologici che controllano la temperatura. Secondo quanto emerge dalle indagini, il personale non era adeguatamente formato per l'uso dello strumento più moderno.

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