Imprese in allarme in provincia di isernia

Frosolone, il paese dei coltelli teme il decreto sicurezza: il sindaco scrive al Governo

Il comune, in provincia di Isernia, ha trasformato una tradizione artigianale centenaria in un'industria con un fatturato da 20 milioni di euro. Con la stretta del decreto si teme per l'economia locale

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Molise, terra di mezzo, con un'infinità di paesi ricchi di storia e tradizioni. Tra questi una storia particolare è sicuramente quella di Frosolone, piccolo comune di circa tremila abitanti in provincia di Isernia, noto come il "paese dei coltelli" proprio perché da generazioni qui si vive producendo lame e forbici di ogni tipo. 

Artigianato trasformato in industria -

 Una tradizione artigianale centenaria che col tempo si è fatta industria con un fatturato che oggi raggiunge i 20 milioni di euro l'anno. Numeri importanti tanto quanto le preoccupazioni che in queste settimane, a seguito delle restrizioni paventate dal decreto sicurezza, stanno avendo le aziende del territorio che, con quel fatturato alimentano l'economia locale. 

Il sindaco scrive al Governo -

 A farsi portavoce dei grattacapi degli imprenditori locali è stato nelle ultime ore il sindaco di Frosolone, Pasquale Rocco De Lisio che ha firmato una lettera indirizzata al governo per chiedere correttivi e chiarimenti sul provvedimento prima che diventi legge. L'obiettivo è evitare possibili ricadute economiche sul territorio. 

La nota del comune -

 "Il Comune di Frosolone esprime piena condivisione degli obiettivi di sicurezza pubblica alla base del nuovo , soprattutto alla luce dei gravi episodi di cronaca degli ultimi mesi che impongono risposte serie e concrete. Allo stesso tempo, l’Amministrazione comunale ritiene doveroso evidenziare alcune criticità tecniche che potrebbero generare conseguenze rilevanti per il comparto produttivo locale. Frosolone è infatti uno dei principali centri italiani nella produzione di forbici, coltelli e strumenti da taglio: un settore storico, identitario e strategico per la nostra economia" - si legge nella nota dell'Amministrazione comunale.

"Alcune disposizioni del decreto prevedono nuovi obblighi di registrazione delle vendite e limitazioni che potrebbero coinvolgere anche strumenti di uso professionale e lavorativo, con un impatto concreto sulle aziende produttrici, sui commercianti e su migliaia di lavoratori del settore. Il Comune non è contrario al decreto né mette in discussione la necessità di rafforzare la sicurezza. È però fondamentale che la normativa venga calibrata in modo da non penalizzare imprese artigianali, radicate nei territori, che operano nel rispetto delle regole e rappresentano un’eccellenza del Made in Italy" - si legge ancora nella nota. 

"Inoltre, si evidenzia il rischio che eventuali oneri e restrizioni finiscano per gravare soprattutto sulle aziende tradizionali e sui punti vendita fisici, mentre i grandi colossi dello shop online potrebbero non subire ripercussioni proporzionate, determinando una situazione di possibile squilibrio competitivo".

L'incontro con produttori e giuristi -

 Il sindaco De Lisio avrebbe anche in programma nelle prossime settimane un incontro con i produttori e alcuni giuristi.  "L'obiettivo - spiega all'Ansa - è di arrivare a scrivere un documento da sottoporre al Governo, attraverso la nostra delegazione parlamentare, per contribuire in maniera fattiva alla bozza e tutelare i nostri produttori, distinguendo con attenzione tra l'uso illecito di strumenti e la produzione artigianale e industriale di qualità, destinata a impieghi legittimi e professionali".

Il "paese dei coltelli", dunque e si prepara a difendere la propria economia e la propria storia che, ogni anno ad agosto, fanno bella mostra nella Fiera nazionale di forbici e coltelli. Una kermesse che rischia di finire intrappolata nelle maglie della burocrazia.

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