Su invito di Trump

Board of Peace, Tajani: "L'Italia parteciperà come osservatore" | Il card. Parolin: "Vaticano non ci sarà, abbiamo perplessità"

Il vicepremier: "Non esserci sarebbe politicamente incomprensibile e contrario all'art.11 Costituzione". Tuonano le opposizioni: "Inaccettabile"

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"L'assenza dell'Italia a un tavolo in cui si discute di pace nel Mediterraneo sarebbe non solo politicamente incomprensibile, ma anche contraria alla lettera e allo spirito dello stesso art. 11 della nostra Costituzione, laddove sancisce il ripudio della guerra come mezzo di risoluzione delle controversie". Ad affermarlo è il vicepremier e ministro degli Esteri, Antonio Tajani, durante le comunicazioni alla Camera in cui si è parlato anche della partecipazione dell'Italia al Board of Peace come osservatore, su invito del presidente degli Stati Uniti, Donald Trump. "Il governo ha ritenuto opportuno accettare l'invito dell'amministrazione Usa a presenziare, in qualità di Paese osservatore, alla prima riunione del Board of Peace - ha ribadito Tajani -, certamente una soluzione equilibrata e rispettosa dei nostri vincoli costituzionali". Nelle scorse ore sono arrivate anche le parole del cardinale Pietro Parolin, che ha espresso perplessità sulla partecipazione dell'Italia al Board of Peace e ha aggiunto che "il Vaticano non ci sarà".

L'obiettivo di questa scelta, ha detto il vicepremier, "è chiaro: creare le condizioni per arrivare a due Stati in grado di convivere in pace e sicurezza". L'impegno italiano "muove da un dialogo costante con Israele, con l'Autorità Palestinese, e con tutti i partner chiave nella regione, con cui abbiamo mantenuto in questi mesi un costante e stretto raccordo". Per questo, ha spiegato Tajani, "parteciperemo alla riunione di Washington forti dell'importante contributo che il nostro Paese ha messo in campo sin dal primo momento per il cessate il fuoco e per l'assistenza umanitaria alla popolazione della Striscia, attraverso Food for Gaza".

Tajani ha poi cercato di rassicurare i deputati sulla presenza dell'Italia alla prima riunione del comitato di pace per il Medio Oriente a guida Usa, decisione criticata perché - secondo i detrattori della scelta - rischia di essere in contrasto proprio con l'art.11 della Costituzione, secondo il quale l'Italia ripudia la guerra, e con i trattati internazionali. "In ogni contatto con l'amministrazione americana, abbiamo sempre richiamato la necessità di garantire la stretta osservanza dei principi della nostra Costituzione e il coinvolgimento del Parlamento. L'ho fatto io stesso più volte con il segretario di Stato Rubio nelle nostre frequenti occasioni di incontro", ha spiegato il ministro. D'altronde, ha aggiunto, anche l'Unione europea ha confermato "la partecipazione della presidenza di turno del Consiglio e della Commissione". 

Poi, la ferma condanna ai tentativi da parte israeliana di annettere la Cisgiordania: "La violenza in Terra Santa deve cessare. Questo vale anche per i coloni estremisti, le cui aggressioni colpiscono le comunità cristiane, da sempre garanti di pace e dialogo in Medio Oriente. Continuiamo a chiedere con forza a Israele di porre un freno all'azione dei coloni. Il Governo ha condannato qualsiasi ipotesi di annessione israeliana della Cisgiordania. Tentazioni che non aiutano i costruttori di pace, e che rischiano di pregiudicare la soluzione a due Stati".

Gaza "è cruciale per la nostra sicurezza nazionale anche in chiave di contrasto al terrorismo e ai flussi migratori irregolari. Siamo alla vigilia di nuove giornate cruciali per il futuro di Gaza e del Medio Oriente", ha aggiunto il ministro degli Esteri, prima di rivolgere un invito alle opposizioni: "Sono convinto che i temi di politica estera non debbano essere terreno di scontro politico. Ma di un dialogo serio, continuo e trasparente. E, ogni volta che è possibile, di convergenza e responsabilità condivisa. La crisi di Gaza ci impone questo livello di consapevolezza", ha affermato. "È una crisi che incide sugli equilibri regionali, sulla stabilità del Mediterraneo allargato e sulla sicurezza delle rotte commerciali del nostro export, che transita per il 40% attraverso il Mar Rosso, rotta fondamentale anche per il corridoio economico logistico Imec", ha aggiunto Tajani, riferendosi al corridoio India-Medio Oriente-Europa.

La maggioranza: "Italia protagonista per la pace" -

 "La crisi di Gaza non è solo una tragedia umanitaria, ma una questione che incide direttamente sulla sicurezza nazionale italiana, sugli equilibri del Mediterraneo allargato e sulle rotte commerciali strategiche del nostro Paese". Lo dichiara Davide Bergamini, parlamentare di Forza Italia, commentando le comunicazioni del ministro degli Esteri Antonio Tajani alla Camera. "La partecipazione dell'Italia, in qualità di osservatore, al primo incontro del Board of Peace su Gaza è una scelta di responsabilità, di coerenza costituzionale e di tutela dell'interesse nazionale". Lo dichiara il deputato di Fratelli d'Italia Emanuele Loperfido, intervenendo in Aula.

Le opposizioni: "Governo scodinzola dietro Trump" -

 Magi: "L'articolo 11 dice che le limitazioni di sovranità possono essere fatte a condizioni di parita' per creare un ordinamento che garantisca pace e giustizia. Ma non c'è' pace senza giustizia e non c'è' pace senza il diritto e il diritto internazionale. E il Board of peace si basa non sulla diplomazia, ma sulla prepotenza, non si basa sul diritto, ma sugli affari. La presidente Meloni che sta eternamente ad aspettare che altri decidano per capire dove è meglio accucciarsi, dove è meglio ripararsi, dove è meglio scodinzolare. "Il Board non ha niente a che fare con la pace a Gaza, esclude i palestinesi e punta solo a favorire gli affari immobiliari del genero di Trump e dei suoi amici imprenditori, mentre sotto le macerie vi sono ancora migliaia di cadaveri", dice Laura Boldrini, deputata del Pd. 

Parolin: "Il Vaticano non parteciperà al Board of Peace" -

 "Il Vaticano non parteciperà" al Board of Peace "per la sua particolare natura". Così il segretario di Stato vaticano, cardinale Pietro Parolin, lasciando palazzo Borromeo dopo il bilaterale con l'Italia con il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, e il premier Giorgia Meloni. "Poi abbiamo preso nota che l'Italia parteciperà come osservatore, evidentemente ci sono punti che lasciano perplessi, punti critici che avrebbero bisogno di trovare delle spiegazioni. La cosa importante è che si stia tentando di dare una risposta ma per noi ci sono delle criticità che andrebbero risolte", ha detto. Sul motivo, ha continuato, "credo che non vale la pena qui di soffermarci, ma una preoccupazione è quella che a livello internazionale sia soprattutto l'Onu che gestisce queste situazioni. Questo è una dei punti sui quali noi abbiamo insistito".

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