La televisione di Stato iraniana ha riferito che a Ginevra, in Svizzera, sono iniziati i colloqui indiretti sul nucleare tra l'Iran e gli Stati Uniti. "I colloqui con l'Iran sono molto importanti. L'Iran vuole un accordo. Spero che agisca in modo ragionevole. Non credo che voglia affrontare le conseguenze del mancato raggiungimento di un accordo". Lo ha affermato il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, ai giornalisti a bordo dell'Air Force One. La notizia è stata riportata dai media statunitensi. Mentre Khamenei minacciava: "Più forte della portaerei Usa nel Golfo è l'arma che può farla affondare" e venivano lanciati missili nello Stretto di Hormuz.
Trump, "Parteciperò indirettamente ai colloqui di Ginevra sull'Iran" -
Il tycoon ha affermato che parteciperà ai colloqui con l'Iran sul dossier nucleare in programma nella giornata di martedì 17 febbraio a Ginevra. "Parteciperò indirettamente a quei colloqui, che saranno molto importanti, e vedremo cosa succederà".
Le condizioni dell'Iran: "Rimuovere le sanzioni" -
Per l'Iran la condizione "imprescindibile" per il successo dei negoziati, come specificato da Baghaei, è la rimozione delle sanzioni statunitensi e internazionali. "La questione della revoca delle sanzioni è per noi un tema inseparabile. In questo ciclo di negoziati sono presenti anche esperti del settore tecnico", ha spiegato Baghaei. "Nella prima sessione (in Oman il 6 febbraio), i colloqui si sono concentrati su questioni generali. Come ha detto il ministro (Araghchi) in quella sessione ci siamo concentrati sulla valutazione della serietà della controparte. Assicurandoci che la controparte fosse seria. La questione della revoca delle sanzioni è per noi inscindibile. I nostri amici economici stanno seguendo la questione", ha detto il portavoce. Riferendosi alla composizione della delegazione iraniana, Baghaei ha detto: "Di norma, i negoziati includono aspetti tecnici, oltre a quelli economici, politici e legali. Ma il ruolo degli aspetti tecnici è importante. Siamo arrivati con un team completo a questo round. Sono presenti sia esperti che tecnici del settore nucleare. Il nostro team è completo, e questo è un segno della nostra serietà".
Rubio: "Non facile raggiungere accordo" -
Da parte sua, il segretario di Stato Usa Marco Rubio ha dichiarato ieri che "raggiungere un accordo non è facile" perché l'Iran "e' governato da un clero sciita radicale, che assume decisioni sulla sola base della teologia e non della geopolitica". L'amministrazione del presidente Donald Trump non ha mai nascosto che provare a giungere a un accordo con Tehran sarebbe stata una sfida difficile, "ma intendiamo provarci". "Avremo degli incontri e vedremo cosa succede. Speriamo in un accordo. Il presidente (Trump) preferisce sempre soluzioni pacifiche e negoziali e che si e' dimostrato disposto a incontrare e parlare con tutti", ha affermato Rubio.
"Cuba è una nazione fallita, ma restiamo in contatto" -
Il presidente Usa ha risposto alle domande dei giornalisti anche per quanto riguarda Cuba. Trump ha detto che Washington resta in contatto con Cuba mentre l'isola affronta una grave crisi energetica dovuta al blocco petrolifero imposto dalla Casa Bianca. "Cuba in questo momento è una nazione fallita, e non hanno nemmeno carburante per aerei per far decollare i voli. Stanno intasando le piste", ha affermato Trump rivolgendosi ai giornalisti a bordo dell'aereo presidenziale Air Force One. Trump ha aggiunto che al confronto con le autorità cubane si sta occupando personalmente anche il segretario di Stato Marco Rubio, e che l'Avana "dovrebbe assolutamente fare un accordo perché la situazione è una minaccia umanitaria". Le sanzioni sul petrolio stanno paralizzando trasporti, turismo e servizi sanitari a Cuba, mentre diverse compagnie aeree hanno sospeso i collegamenti aerei con l'isola.
"Deciderò presto sull'invio di nuove armi a Taiwan" -
Trump ha spiegato che il presidente cinese Xi Jinping lo aveva avvertito di non inviare ulteriori armi a Taiwan. "Ne sto parlando con lui. Abbiamo avuto una buona conversazione e prenderemo una decisione molto presto", ha detto Trump, aggiungendo di avere un "buon rapporto" con il leader cinese. In una telefonata con Trump il 4 febbraio, Xi ha chiesto "rispetto reciproco" nelle relazioni con gli Stati Uniti, mettendo in guardia Washington dalle vendite di armi all'isola democraticamente governata. Trump e Xi dovrebbero incontrarsi a Pechino ad aprile.
Khamenei: "Più forte della portaerei Usa nel Golfo è l'arma che può farla affondare" -
La guida suprema dell'Iran, Ali Khamenei, ha risposto alle ripetute affermazioni del presidente degli Stati Uniti Donald Trump secondo cui l'esercito americano è il più forte al mondo. "A volte anche l'esercito più forte del mondo può ricevere uno schiaffo tale da non riuscire più a rialzarsi", ha detto durante un incontro con i cittadini della provincia dell'Azerbaigian Orientale. "Continuano a dire che hanno inviato una portaerei verso l'Iran. Va bene, una portaerei è un dispositivo pericoloso, ma più pericolosa della portaerei è l'arma che può farla affondare", ha aggunto come riporta l'agenzia Iran International.
Khamenei ha poi assicurato che gli Stati Uniti non riusciranno mai a rovesciare la Repubblica islamica. "Il presidente degli Stati Uniti ha affermato in uno dei suoi recenti interventi che per 47 anni l'America non è stata in grado di eliminare la Repubblica Islamica; se ne è lamentato con il suo stesso popolo. Per 47 anni, l'America non è stata in grado di eliminare la Repubblica Islamica. Questa è una buona ammissione", ha ribadito Khamenei durante l'incontro con i cittadini della provincia dell'Azerbaigian Orientale. "Io dico: anche voi non sarete in grado di farlo".